Regime agevolato per le nuove iniziative (seconda parte)

di Giuseppe Commenta

Innanzitutto è necessario che si tratti a tutti gli effetti di una nuova iniziativa; essa non deve consistere..

plico di soldi di un pagamento

Quali sono i requisiti che occorre detenere congiuntamente per aderire al “forfettino”?

Innanzitutto è necessario che si tratti a tutti gli effetti di una nuova iniziativa; essa non deve consistere in alcun modo nella prosecuzione di un’attività già eseguita in precedenza sotto altra forma. L’unica eccezione si ha per i professionisti che si mettono in proprio dopo il tirocinio legale.

In secondo luogo, è necessario che il volume d’affari (determinato secondo le ordinarie regole della legge IVA) non superi determinate soglie: € 30.987,41 per i professionisti e per le imprese che prestano servizi. oppure € 61.974,82 per le imprese che operano cessioni di beni.


Il legislatore vuole infatti agevolare l’ingresso nel mercato di ogni nuova iniziativa produttiva, ma solo di quelle più fragili.

Naturalmente, al momento in cui si presenta la denuncia di inizio attività e si opta per il regime del “forfettino”, il requisito del ridotto volume d’affari è solo presunto e potrà essere confermato dai fatti solo in seguito.

È infine necessario adempiere a tutti gli obblighi di natura previdenziale e assicurativa: dunque, è inderogabile iscriversi all’INPS e all’INAIL o agli eventuali differenti enti di competenza, e versare regolarmente i contributi per se stessi e per gli eventuali collaboratori.


Il regime agevolato dura per tre anni, entro i quali i requisiti indicati dovranno essere costantemente rispettati; il loro mancato rispetto, invece, comporta la decadenza dalle agevolazioni.
Se non vi è decadenza, il regime fiscale si estingue automaticamente al 31 dicembre del terzo anno. Ma anche prima di allora è possibile in qualunque momento revocare l’adesione, qualora si decida di passare al “forfettone” oppure agli ordinari regimi contabili non agevolati.

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