Introdotte alcune semplificazioni fiscali

di Giuseppe Commenta

Fra le pieghe del decreto anti-crisi si ritrovano diverse abrogazioni che il ministro dell’Economia Tremonti..

Fra le pieghe del decreto anti-crisi si ritrovano diverse abrogazioni che il ministro dell’Economia Tremonti ha voluto apportare al sistema fiscale voluto nella precedente legislatura dal viceministro Visco.

Al di là del merito, emerge con chiarezza la differente filosofia dei due politici: se Visco riteneva più utile contrastare l’evasione fiscale introducendo una serie di limiti e di vincoli di natura adempimentale, Tremonti preferisce puntare invece a potenziare i controlli sostanziali sul territorio.

Il risultato, comunque, è che per le imprese si prospettano da oggi alcune semplificazioni che dovrebbero ridurre il tempo dedicato agli obblighi tributari.


In particolare, sono tre le abolizioni adottate da Tremonti, tutte riguardanti istituti che per motivi vari erano stati previsti già nel 2006 ma non erano mai divenuti effettivamente operativi per motivi tecnici.
Innanzitutto, è stato soppresso l’obbligo per tutti gli imprenditori operanti in regime di corrispettivi (i negozi di ogni genere e specie, i ristoranti, i bar ecc.) di dotarsi di registratori di cassa in grado di trasmettere telematicamente i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.

Sarebbe stata una rivoluzione copernicana che avrebbe coinvolto milioni di piccoli imprenditori, ma Tremonti ha ritenuto che i tempi non siano maturi per tale innovazione e l’ha soppressa.
Allo stesso modo è stato abolito un altro obbligo di fatto non ancora operante: tutti coloro che possiedono distributori automatici di ogni genere (dagli erogatori di bevande alle docce a pagamento) in cui il cliente ottiene il servizio inserendo monete e banconote avrebbero dovuto utilizzare sistemi elettronici in grado di tracciare ogni singolo incasso.


Né è stato risparmiato il previsto limite annuo di diecimila euro per le compensazioni “libere” nel Modello F24. Chi avesse voluto compensare oltre quella soglia avrebbe dovuto chiedere l’autorizzazione alle Entrate; ma anche qui il Governo ha fatto piazza pulita.

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