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Tassa recupero pneumatici

Entro il mese di marzo, alla conclusione dell’iter di approvazione, dovrebbe entrare in vigore un decreto voluto dal ministero dell’Ambiente, diretto a favorire il recupero e il riciclo dei copertoni usati. Il sistema dovrebbe divenire operativo nel prossimo autunno.

In pratica, le industrie della gomma potranno raccogliere e riutilizzare i vecchi pneumatici: il materiale, infatti, è normalmente recuperabile al 100% e non vi è bisogno di ricorrere alle discariche.


Le fabbriche potranno agire in prima persona oppure costituendo apposite associazioni di produttori senza scopo di lucro. Le spese per il recupero delle gomme saranno a carico dei cittadini: al momento, infatti, che si compreranno nuovi pneumatici per sostituire quelli usurati o bucati si dovrà pagare un contributo ambientale aggiuntivo rispetto al costo ordinario.

L’ammontare di questo contributo sarà determinato annualmente dal ministero: sulla base, infatti, dei costi sostenuti per la raccolta dell’anno precedente si determinerà quanto è necessario chiedere ai cittadini. L’entità della tassa varierà anche secondo il tipo di gomma: si stima, comunque, che per i copertoni di una normale automobile non si dovrebbero superare i quattro euro per ciascuna gomma.
In compenso, dovrebbe venire meno il contributo di uno o due euro che attualmente i rivenditori richiedono solitamente per lo smaltimento.

Ma che sorte subisce uno pneumatico fuori uso immesso in questo sistema? Sfortunatamente, non è possibile rimetterlo nel circuito produttivo al contrario di quanto avviene per il vetro o la plastica, né è biodegradabile.


In compenso, costituisce un buon combustibile impiegabile dalle industrie, anche per la produzione di elettricità. Frammenti delle gomme, opportunamente lavorati, possono essere riutilizzati per la pavimentazione dei campi da tennis e di altri impianti sportivi. Il 25% del peso dello pneumatico, infine, è costituito da ferro, che può essere recuperato e riciclato.