Tares, proposta modifica

di GianniPug Commenta

L'idea infatti prevede di rispolverare un vecchio concetto, quello del "chi più inquina, più paga" in modo da migliorare la distribuzione, l'incisività e l'equità di tutto il sistema.

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Le associazioni ambientali hanno pubblicamente formulato una proposta di modifica della nuova imposta Tares, in modo da farla andare verso una direzione più equa. L’idea infatti prevede di rispolverare un vecchio concetto, quello del “chi più inquina, più paga” in modo da migliorare la distribuzione, l’incisività e l’equità di tutto il sistema.

La proposta è quindi quella di introdurre il criterio di premialità per la Tares, in modo che sia meno inglobata nella service tax. Tutto questo servirà ad incentivare i cittadini e le aziende ad inquinare meno. La corsa al risparmio favorirebbe infatti la messa in pratica di comportamenti a favore dell’ambiente. Verrebbero puniti coloro che non intendono rispettare le più comuni azioni a favore dell’ambiente. Sarebbe un modo per ottenere effetti immediati, ma anche a lungo termine, educando i cittadini ad una maggiore attenzione per ciò che li circonda, a vantaggio di tutti.

La proposta di modifica e la relativa richiesta è stata fatta dalle associazioni ambientali riunite, quali Aiab, Cia, Coldiretti, Confapi, Confagricoltura  e Legambiente ed è stata indirizzata al ministro dell’Economia e delle Finanze, cioè Fabrizio Saccomanni.

Per conoscenza, la stessa proposta è stata inviata anche al ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Andrea Orlando, al ministro per gli Affari regionali, le autonomie e lo sport Graziano Delrio e al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Nunzia De Girolamo.

Nella proposta viene proprio richiamato il principio comunitario suddetto, ossia quello del “chi inquina paga”.

Le associazioni hanno anche fatto altre richieste al ministro dell’Economia e a tutti gli altri a cui è stata indirizzata la missiva, ossia quella di liberare il tributo sui rifiuti dalla copertura dei costi dei servizi indivisibili. Si vuole quindi eliminare la maggiorazione di 0,30 euro per metro quadro. Tutto questo perché quell’importo non è affatto correlato alla produzione dei rifiuti e all’esigenza di responsabilizzare i comportamenti individuali applicando criteri meritocratici.

Le associazioni ambientali hanno quindi chiesto ai ministri competenti di porre la giusta attenzione alla questione rifiuti, proprio perché la Tares, nel caso in cui venisse incorporata nella service tax, rischierebbe di vivere all’ombra dell’Imu.

 

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