Imu e Tasi non versate, le sanzioni previste

di Emma Commenta

Era fissata per lo scorso 18  giugno 2017, la scadenza ultima del pagamento della prima rata, l’acconto Imu e Tasi, le imposte sulle seconde case.

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Tutti i contribuenti che erano tenuti al pagamento, ma che non hanno effettuato il versamento previsto, hanno però la possibilità di poter ricorrere al versamento dovuto e al ravvedimento Imu e Tasi, sfruttando quindi la riduzione prevista delle sanzioni seppur in proporzione con il ritardo accumulato. Insomma, prima si paga e meglio sarà. 

La sanzione massima applicata, detta anche sanzione ordinaria, è la più alta ed è pari al 30% dell’importo dovuto per regolarizzare la propria posizione, ma solo nel caso in cui il versato sia effettuato entro l’anno successivo, praticamente il 16 giugno 2019. 

Regolarizzando la propria posizione prima, nell’arco dei 13 mesi precedenti, le sanziono previste sono nettamente inferiori.

Ecco le diverse modalità a disposizione.

Il ravvedimento sprint: prevede una sanzione dello 0,1% giornaliero più interessi può essere effettuato per ogni giorno di ritardo in caso di pagamento Imu e Tasi entro 14 giorni dalla scadenza.

Il ravvedimento breve: prevede una sanzione fissa del 1,5% più interessi giornalieri per pagamento va effettuato dal 15° al 30° giorno di ritardo dalla scadenza Imu e Tasi.

Il ravvedimento medio: prevede una sanzione fissa dell’1,67% più interessi giornalieri per pagamento è valido dopo il 30° giorno e fino al 90° giorno dalla scadenza.

Il ravvedimento lungo: prevede una sanzione fissa del 3,75% dell’importo più interessi giornalieri per pagamento viene effettuato dopo il 90° giorno di ritardo ed entro l’anno.

La sanzione ordinaria per chi omette ancora di versare Imu e Tasi entro il 16 giugno 2018 è pari al 30% dell’importo dovuto a titolo d’imposta.

 

IMU E TASI, A CHI SPETTA L’ESENZIONE

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