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Consumi frenati dalla terza settimana

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Si dice, da tempo immemorabile, che le famiglie italiane hanno difficoltà  ad arrivare alla quarta settimana del mese, a causa del ridotto potere d’acquisto derivante da stipendi inadeguati al costo della vita.

Da qualche tempo, si parla di retrocessione di tale fenomeno già  alla terza settimana: il potere d’acquisto sarebbe cosଠindebolito da rarefarsi non appena inizia la seconda metà  del mese.


A queste affermazioni, invero piuttosto generiche, proclamate spesso dalle associazioni dei consumatori, trovano ora conferma in una rigorosa indagine statistica condotta dall’istituto Eurisko.

L’analisi, in particolare, ha individuato nel giorno 16 quello in cui mediamente si rende evidente il giro di boa: èda quel momento fino al giorno dell’incasso dello stipendio (solitamente a fine mese o all’inizio di quello successivo) che gli acquisti si fanno pi๠attenti e oculati, e quantitativamente meno abbondanti.


In realtà , questa èuna situazione che si verifica ormai da anni: le famiglie si sono ormai abituate e hanno sviluppato forme anche accurate di pianificazione degli acquisti su base mensile. Questa pianificazione èdimostrata dal fatto che oggi un italiano su tre dichiara che i soldi non gli bastano, mentre in un’analoga indagine condotta un paio di anni fa si arrivava al 50%: dunque i consumatori si sono resi pi๠scafati e attenti quando si tratta di riempire il carrello del supermercato.

Cosà¬, all’inizio del mese si punta non solo agli acquisti quotidiani (pane, latte e prodotti freschi in generale) ma anche a quelli a maggiore respiro: detersivi, pasta, olio eccetera. Con il trascorrere dei giorni, invece, le minori risorse vengono concentrate solo sui prodotti della prima categoria.

L’indagine Eurisko ha stimato che fra lo scontrino medio della prima settimana e quello dell’ultima vi sia una differenza media di circa trenta euro: un’enormità .