Smart working, le novità nel 2019

di Fabiana Commenta

Cambiano le regole per l’accesso allo smart working: nel 2019 tutte le lavoratrici che avranno concluso il congedo di maternità da meno di tre anni e tutti i genitori di figli in condizione di disabilità grave hanno, da adesso in poi, precedenza rispetto agli altri colleghi quando chiedono di lavorare in modalità di smart working. Questa è la novità di accesso che viene prevista dalla legge di Bilancio 2019 e che va ad introdurre delle modifiche relativamente alla richiesta e all’accesso dello smart working. 

Lo smart working è stato introdotto nel 2017, ma ha riscosso successo, bene accolto dalle categorie di lavoratori che ne hanno potuto usufruire avendo maggiori difficoltà a conciliare le esigenze familiari con le esigenze professionali.

La novità riguarda l’introduzione del comma 3-bis all’articolo 18, in base al quale i 

i datori di lavoro pubblici e privati che stipulano accordi per l’esecuzione della prestazione di lavoro in modalità agile dovranno porre attenzione alle richieste dando priorità alle “richieste di esecuzione del rapporto di lavoro in modalità agile formulate dalle lavoratrici nei tre anni successivi alla conclusione del periodo di congedo di maternità” e “dai lavoratori con figli in condizioni di disabilità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992”. 

Le lavoratrici madri potranno invece usufruire della cosiddetta maternità flessibile andando a riconoscere i la possibilità di utilizzare i cinque i mesi di congedo obbligatorio dopo il parto. E se la lavoratrice sceglie questa opzione potrà comune  procedere con la richiesta di smart working usufruendo della precedenza, per tre anni e cinque mesi dopo il parto. In ogni caso i tre anni si conteggiano dalla fine del congedo di maternità.

I genitori di figli con disabilità grave, invece, hanno diritto alla priorità nello smart working senza limiti temporali.

SMART WORKING, GLI ITALIANI PREFERISCONO L’UFFICIO 

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