Perché è possibile avere successo nel mondo della programmazione anche dopo i 40 anni

di Daniele Pace Commenta

Alcuni dettagli riguardanti il mondo della programmazione, lavorativamente parlando

Il mondo della programmazione attrae sempre più persone e non sempre si tratta di giovani appassionati di materie informatiche. In molti casi anche chi ha superato la soglia dei 40 anni prova a capire se esistano delle reali possibilità di entrare a far parte di questo mondo.

Non a caso, una delle domande più gettonata su siti e forum specializzati è: sono troppo vecchio per diventare web developer? La risposta sintetica è no, e le offerte di lavoro che di fatto non escludono i professionisti meno giovani, sono davvero tante. Bisogna partire però da una verità: i soggetti più giovani hanno spesso delle capacità di apprendimento e di adattamento maggiori rispetto a quelle di un quarantenne. Ma il requisito essenziale per avere successo in questo mondo resta la preparazione tecnica unita alle capacità operative da mettere concretamente in campo, e in tal senso con i corsi Hackademy proposti da Aulab, si ha la possibilità di seguire un percorso creato appositamente per la formazione dei web developer che offre allo studente gli strumenti teorici e pratici per creare delle basi utili all’inserimento nel mondo del lavoro.

Quindi, non è mai troppo tardi per diventare uno sviluppatore web, a patto che il soggetto sia altamente motivato e che sia disposto a mettersi in discussione, aprendosi in maniera totale all’apprendimento di nuove cose e all’aggiornamento continuo. Il solo dato economico relativo agli stipendi interessanti per questo tipo di professione, in sé, non è sufficiente per avanzare in ambienti altamente competitivi. La passione e la dedizione possono invece fare la differenza. 

programmazione
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Perché il fattore anagrafico ci spaventa

Non è un segreto che molte aziende pensino che superata una certa età le capacità di apprendimento tendano a ridursi gradualmente. Si tratta di un ragionamento legittimo perché il nostro cervello raggiunge il picco delle sue abilità di processare informazioni attorno ai 20 anni, mentre per la memoria a breve termine si parla invece di 25 anni con prestazioni che resta stabili sino ai 35. Come è facile capire, sono quelli gli anni in cui abbiamo più possibilità di sedimentare conoscenze e nozioni, ma questo non significa che superando i 40 anni non ci siano margini per produrre uno sforzo cognitivo tale da permettere di assimilare concetti impegnativi e nuovi. Il nostro cervello ama le sfide, e tende ad adattarsi alle nuove situazioni e ai bisogni del soggetto. Il segreto è tenerlo in funzione, abituandolo a affrontare degli ostacoli e ad essere creativo.

L’età è solo un numero e non è un ostacolo

L’aver superato la soglia dei 40 anni non rappresenta di fatto un ostacolo per le proprie velleità di carriera nel settore della programmazione. In realtà ci sono ottime possibilità per una persona non più nel fiore della propria giovinezza di avere successo.

Esistono due forme d’intelligenza, quella fluida e quella cristallizzata. La prima misura la capacità del cervello di una persona di processare informazioni mai incontrate prima e di risolvere problemi logici, usando un tipo di ragionamento deduttivo e induttivo.  Quella cristallizzata, invece, misura le conoscenze e la capacità pratiche accumulate durante il corso della vita di un soggetto. Una memoria a lungo termine che ha le proprie fondamenta sull’esperienza pregressa.

Mentre l’intelligenza fluida, come abbiamo visto, tende a perdere di efficacia col passare del tempo, quella cristallizzata continua a crescere, e questo ovviamente permette anche ai soggetti più maturi di eccellere, anche per merito di una maggior pazienza, diligenza e disciplina. Tutti indicatori essenziali per riuscire ad eccellere in qualsiasi settore lavorativo. E non è casuale che tantissime persone siano diventate quello che sono nell’immaginario collettivo e siano arrivate al tanto agognato successo, soltanto dopo aver superato la soglia degli “anta”.

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