Servizi alternativi al congedo parentale, come funzionano

di GianniPug Commenta

Servizi alternativi al congedo parentale, come funzionano? Si parla dei voucher per il servizio di baby sitting e per il pagamento degli asili nido.

Come funzionano i servizi alternativi al congedo parentale? Lo spiega l’INPS in una vecchia circolare, parlando di voucher per gli asili nido e per i servizi di baby sitting che vanno a sostituire il famoso congedo parentale. Come servirsi di questi strumenti. 

È tutto scritto nella circolare numero 169 del 16 dicembre 2014. In questo documento si dettano le istruzioni per avere voucher per l’acquisto di servizi alternativi al congedo parentale, quindi per il pagamento delle baby sitter oppure per far fronte alla retta richiesta dagli asili nido e da altri servizi per l’infanzia convenzionati e accreditati per il biennio in corso.

Questa misura è rivolta alla mamma lavoratrice che, al termine del congedo di maternità, può chiedere, entro gli 11 mesi successivi, in alternativa al congedo parentale, dei voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting, oppure un contributo per far fronte alle spese dell’asilo nido per un massimo di sei mesi.

Possono accedere a questo contributo le donne che lavorano nel privato, le dipendenti delle amministrazioni pubbliche o anche le lavoratrici autonome che sono iscritte alla gestione separata. Si ricorda infatti che anche le lavoratrici che sono iscritte alla Gestione Separata, comprese le libere professioniste, sono destinatarie del congedo parentale a patto che non risultino iscritte ad altra forma previdenziale obbligatoria e che non siano pensionate.

A queste lavoratrici è concessa questa misura sperimentale considerando che hanno diritto a 3 mesi di congedo da fruire entro il primo anno di vita del bambino. Il beneficio può essere concesso anche per più figli a patto di rispettare il limite temporale indicato nel decreto ministeriale.

Il contributo ammonta a 600 euro mensili ma chi lavora part-time ha diritto alla metà del contributo. Se si sceglie il servizio di baby sitting, si ottiene l’equivalente in voucher, altrimenti l’INPS paga direttamente la struttura per l’infanzia dov’è iscritto il bambino.

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