Cambia l’azienda ma il posto non si perde, novità ai call center

di GianniPug Commenta

Cambia l'azienda ma il posto non si perde, novità ai call center dopo l'approvazione alla Camera della cosiddetta clausola sociale.

Anche per i call center arrivano maggiori garanzie e sembra essere stata accettata la proposta di legge che impone la conservazione del posto di lavoro per l’addetto anche quando cambia l’azienda committente. È stato infatti approvato l’emendamento al disegno di legge delega sugli appalti, alla Camera. La clausola sociale c’è.

La clausola sociale prevede che per i lavoratori in outsourcing ci sia la conservazione del posto di lavoro anche quando l’azienda committente del call center cambia. I sindacati sono molto contenti del risultato ottenuto perchè di fatto pone un freno consistente alla precarietà. Bisognerà poi intervenire in maniera consistente sul settore.

Il Corriere delle Comunicazioni ha raccolto una serie di pareri positivi rispetto a questo emendamento che cambierà il volto dei call center:

“Oggi – dice il segretario generale dell Slc, Massimo Cestaro – è un giorno importante per migliaia e migliaia di lavoratrici e lavoratori dei call center che vedono, finalmente, l’Italia allinearsi all’Europa introducendo una norma che obbliga le parti a trovare soluzioni che assicurino loro continuità occupazionale nei cambi di appalto”. Si tratta di un intervento, spiega Cestaro, “che mette fine alla deriva che stava, ormai da diversi anni, riportando un intero settore ad una intollerabile condizione di precarietà quando non di vera e propria illegalità”.

Per Fabio Gozzo, segretario nazionale Uilcom, “il lavoro fatto alla Camera vada finalmente nella giusta direzione e che la clausola introdotta ed approvata, per la quale la Uil si è tanto spesa da almeno un anno e mezzo, possa portare all’auspicata regolazione del settore ed alla fine dei problemi che l’attanagliano. Ora è necessaria una approvazione in tempi rapidi del disegno di legge delega per dare fiato al settore ed evitare l’insorgere di altre crisi occupazionali legate a cambi di appalto che già si profilano all’orizzonte”.

Per Vito Vitale segretario generale della Fistel, la norma approvata in commissione Lavori Pubblici della Camera è “una norma di civiltà perchè nei cambi di appalto devono essere salvaguardati i lavoratori evitando che si generino licenziamenti a causa delle gare al massimo ribasso e perdita di professionlità”.

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