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Guadagnare con la propria casa (seconda parte)

Proseguiamo la lettura dei suggerimenti del “Sole 24 Ore” su come valorizzare la propria casa per integrare il reddito.

Una chiave per abbattere la tassazione personale èquella di usare in parte la propria abitazione come ufficio o sede della ditta; la possibilità , chiaramente, èriservata a chi ètitolare di partita IVA. Un uso promiscuo dell’abitazione consente di recuperare una percentuale (in genere il 50%) di IVA e costi per le spese “casalinghe”: affitto, elettricità , telefono fisso, gas, spese condominiali, sedie e scrivanie, TARSU…


Naturalmente occorre rispettare il principio di inerenza: impensabile pensare di detrarre il dentifricio o la federa del cuscino.

Cambiamo terreno. Se si vive in condominio, si puಠpensare di cedere o affittare a terzi proprietà  inutilizzate, a partire dalla casa del portinaio (se questo, come oggigiorno capita spesso, non esiste pià¹) oppure i posti-macchina comuni inutilizzati. Chiaramente, dato che le proprietà  in questione appartengono a tutti, ènecessario che vi sia il consenso di ogni condomino.

E sempre il condominio puಠessere il protagonista di un’altra forma di guadagno, purchè in assemblea si raggiunga un adeguato consenso millesimale. Si tratta della possibilità  di installare sulla propria facciata o sul tetto dei cartelloni pubblicitari di grandi dimensioni.


In realtà , non èuna possibilità  per tutti: solo i palazzi situati sulle strade di grande percorrenza o nelle vie commerciali hanno un appeal sufficiente, e sono quasi tutti già  occupati; e bisogna tener conto inoltre, dei vincoli urbanistici, soprattutto a tutela dei quartieri storici. Pi๠fattibile, dunque, applicare i cartelloni sopra le impalcature in caso di ristrutturazioni edilizie, purchè queste perdurino per almeno un anno.
Molto difficile, invece, realizzare un business ospitando ripetitori per la telefonia cellulare: ormai le zone non raggiunte dal segnale sono rarissime.