Corrispettivi telematici per imprese di servizi

di Giuseppe Aymerich Commenta

La legge 311/2004 consentì alle imprese operanti nel settore della grande distribuzione di semplificare la tenuta della contabilità..

La legge 311/2004 consentì alle imprese operanti nel settore della grande distribuzione di semplificare la tenuta della contabilità, sopprimendo il registro dei corrispettivi e inviando mensilmente per via telematica un file contenente tutti i ricavi del mese precedente.

L’invio telematico dei corrispettivi ha anche eliminato l’obbligo di certificare gli stessi: non vi è quindi più la necessità di emettere lo scontrino fiscale o la ricevuta; se però il cliente richiede la fattura, permane l’obbligo di emetterla.


Data la fortuna che ha avuto tale semplificazione presso ipermercati e supermercati e l’assenza di controindicazioni legate ad un ipotetico e temuto aumento dell’evasione fiscale, il legislatore ha scelto di attribuire la stessa possibilità anche ad altre aziende. La circolare n. 2/2010 dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito la portata delle nuove norme.

Sono oggi interessate anche le imprese di servizi, purché la loro attività sia dislocata su più punti-vendita e purché almeno uno di essi presenti una superficie superiore a 250 mq se situato in un Comune con popolazione superiore a diecimila abitanti o 150 mq se la popolazione è inferiore.

Il concetto di “impresa di servizi” è assolutamente generico e senza ulteriore specificazioni. Si può quindi ritenere che qualunque azienda che esegua prestazioni immateriali a favore dei clienti possa rientrare nella definizione, dagli alberghi ai parchi-giochi.


La circolare, inoltre, ha chiarito che anche le aziende che svolgono contemporaneamente attività di cessioni di beni e prestazioni di servizi possono essere interessate, se la sede è comune e i requisiti dimensionali sono rispettati, oltre al requisito della pluralità dei punti-vendita.

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