Rapporto immobiliare 2016, ecco per chi i prezzi sono in calo

di Alba D'Alberto Commenta

Il calo dei prezzi degli immobili, in base al tipo di unità immobiliari di riferimento, può essere considerato positivo. Quello che scrive l’OMI è da tenere in considerazione per negozi, uffici e industrie. 

Senza entrare nel merito della sintesi di tutto il rapporto che può essere letta su FiscoOggi, riportiamo di seguito la disamina dei prezzi dei negozi, della loro variazione, così come la riporta la rivista online dell’Agenzia delle Entrate

Uffici: a Milano il mercato è in crescita del 35,3%

Nel 2015, le compravendite di uffici diminuiscono a livello nazionale, mentre la situazione nelle singole regioni è piuttosto variegata, sia per segno che per entità. Tra le regioni con quota di mercato maggiore, la Lombardia mostra un debole rialzo dello 0,5% e il Veneto, con 1.025 Ntn, cresce dell’1,5%; per contro, l’Emilia Romagna, perde il 18,2 per cento. Quasi tutte le regioni del centro registrano degli incrementi; in particolare, la Toscana segna una variazione positiva del 14%, il Lazio guadagna l’8,4% e l’Umbria resta fondamentalmente stabile (+0,3%). Contraria la situazione nel Sud dove, con l’eccezione dell’Abruzzo, tutte le altre regioni segnano diminuzioni degli scambi. Le perdite più elevate si osservano in Puglia (-23,3%), Calabria (-17,5%) e Molise (-12,9%). Infine, si registrano segni alterni tra le regioni delle Isole, con la Sicilia che guadagna un aumento delle transazioni del 19,2% e la Sardegna che perde il 5,7% del Ntn rispetto al 2014. In positivo anche la maggior parte delle metropoli, con significative crescite a doppia cifra, come Milano, (850 Ntn, +35,3% sul 2014). Bari, Bologna e Genova, invece, mostrano segni di sofferenza.

Il calo dei prezzi osservato a livello nazionale, con tassi più o meno accentuati, è diffuso in tutte le regioni.
Il Lazio continua a essere la regione con la quotazione media più elevata (2.264 €/mq), in calo del 4,3% rispetto al 2014. Seguono la Liguria, stabile a circa 2.090 €/mq, e, in decisa flessione (-5,6%), la Valle d’Aosta, intorno ai 1.900 €/mq. Basilicata, Calabria e Friuli Venezia Giulia sono le regioni con quotazioni minime, per la tipologia uffici, ovvero inferiori ai 1.000 €/mq. I prezzi degli uffici nelle metropoli, il cui valore maggiore si registra a Roma (3.718 €/mq), risultano ovunque in diminuzione, con punte massima a Roma, Venezia e Palermo, dove la riduzione supera il 5 per cento.

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