Fallimenti, in calo anche nei primi mesi del 2016 – II parte

di GianniPug Commenta

Dopo il report positivo di Unioncamere in cui si parlava del calo dei fallimenti, siamo andati a visionare il comunicato ufficiale della prima fonte d’osservazione, vale a dire il Cerved che ha un Osservatorio dedicato all’argomento. Ecco cosa dice rispetto al trend del 2016. 

Dopo aver preso nota del fatto che nel 2015 si può parlare di calo dei fallimenti con un ritorno alla situazione considerata pre-crisi del 2013, ecco un’altra buona notizia: non si sta per fare un passo indietro. Ovvero, sembra che anche per quest’anno ci sia da confermare il trend positivo delle imprese con un calo dei fallimenti delle imprese registrati in maniera ufficiale. Qui potete leggere il report del Cerved sul 2015 e di seguito il report sui primi mesi del 2016:

Tra gennaio e marzo hanno avviato una liquidazione volontaria 16,5 mila imprenditori, il 3,5% in più dell’anno precedente, per effetto del forte aumento di chiusure di ‘scatole vuote’, imprese registrate alle Camere di Commercio ma di fatto mai attive sul mercato: i dati relativi alle società di capitale che hanno realizzato ricavi in almeno uno dei tre anni precedenti indicano invece che è proseguito il miglioramento, con un calo del 2,8%.

Le costruzioni sono il settore in cui si osservano i miglioramenti più marcati: diminuiscono infatti con tassi a due cifre tutte le procedure monitorare nell’Osservatorio. Meno marcate invece le riduzioni nell’industria e soprattutto nei servizi, dove le liquidazioni rimangono prossime ai livelli del 2015 (-0,7%). Dal punto di vista geografico è il Mezzogiorno l’area della Penisola che registra i cali più importanti in termini di fallimenti (-9,7%) e procedure non fallimentari (un terzo in meno). Si riducono tutte le procedure monitorate anche al Nord Est, mentre al Centro rimangono sui livelli del 2015 i fallimenti, e nel Nord Ovest crescono del 6,6% le liquidazioni volontarie.

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