Novità cedolare secca 2013

di Stefania Russo Commenta

I ragionamenti e i calcoli destinati a valutare quando conviene la cedolare secca fatti dei proprietari di immobili ad uso abitativo..

I ragionamenti e i calcoli finalizzati a verificare quando conviene la cedolare secca, fatti fino allo scorso anno dai proprietari di immobili destinati ad uso abitativo, a partire dal 2013 sembrano non avere più senso.

In virtù di quanto previsto dal comma 78 dell’articolo 4 della Legge 92/2012, infatti, a partire dal 1° gennaio 2013 lo sconto forfettario di cui il contribuente godeva in sede di dichiarazione dei redditi è stato abbassato dal 15% al 5% per i canoni di locazione assoggettabili ad Irpef. A fronte do ciò, secondo gli esperti del settore, la cedolare secca a partire dal 2013 conviene a tutti i proprietari di immobili.


In particolare, a seguito di tale modifica, il proprietario di un immobile ad uso abitativo che percepisce un reddito da lavoro dipendente di 27.000 euro all’anno e che al contempo percepisce un canone da locazione di 500 euro al mese, applicando la cedolare secca potrà godere nel 2013 di un risparmio di circa 20.000 euro, contro i 15.000 euro di risparmio del 2012.

La cedolare secca, ricordiamo, è un’imposta sostitutiva per la quale i proprietari di immobili ad uso abitativo concessi in locazione possono optare e che è pari al 19% per del canone per i contratti di affitto a canone concordato e del 21% del canone per le altre tipologie di contratti di affitto. Tale imposta va a sostituire l’Irpef, le addizionali regionali e comunali, l’imposta di bollo e quella di registro.

Al riguardo ricordiamo che locatore che decide di optare per la cedolare secca è però obbligato a non aumentare il canone per tutta la durata del contratto. Tale divieto riguarda anche l’adeguamento del canone alle variazioni rilevate dall’Istat.

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