Aliquota al 5% per le coop: chiarimenti sul nuovo regime Iva

di GianniPug Commenta

FiscoOggi offre nuove informazioni alle società cooperative che dovranno adottare un nuovo regime IVA. È stata prevista un’imposta in misura ridotta per le prestazioni sociali, sanitarie ed educative erogate nei confronti delle categorie più deboli. Tutto è nella circolare 31/5 del 15 luglio dell’Agenzia delle Entrate.

In sintesi, con le modifiche introdotte dalla Stabilità 2016, le prestazioni socio-sanitarie, assistenziali e educative effettuate dalle cooperative, sia direttamente sia in base a convenzioni, nei confronti di specifiche categorie di soggetti, prevedono:

  • l’aliquota Iva del 5 per cento, se rese da cooperative sociali e loro consorzi
  • l’esenzione dall’imposta, se rese da cooperative non sociali aventi la qualifica di Onlus
  • l’aliquota Iva ordinaria del 22%, se rese da cooperative non sociali e non Onlus, a patto che non abbiano oggettivamente le caratteristiche per rientrare nell’applicazione delle esenzioni (numeri 18 e 21 dell’articolo 10 del Dpr 633/1972).

Questo è quanto riassume per le aziende FiscoOggi, il quotidiano telematico dell’Agenzia delle Entrate che poi parla anche dei destinatari della normativa e della decorrenza della stessa.

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Destinatari delle prestazioni 

Ampliata la platea dei destinatari dei servizi. L’aliquota Iva al 5%, ora si applica anche ai migranti, senza fissa dimora, richiedenti asilo, persone detenute, donne vittime di tratta a scopo sessuale e lavorativo. Categorie che si vanno ad aggiungere a quelle individuate dalla precedente disciplina (anziani, inabili adulti, tossicodipendenti e malati di Aids, handicappati e minori).

Decorrenza

In merito alla decorrenza delle nuove disposizioni, la circolare chiarisce che si applicano ai contratti stipulati dopo il 31 dicembre 2015. Per i contratti stipulati, invece, entro tale data le cooperative continueranno ad applicare l’aliquota Iva del 4% o il regime di esenzione.
Tra i contratti, quindi, da assoggettare al nuovo regime Iva se stipulati, rinnovati o prorogati a decorrere dal 1° gennaio 2016, sono compresi anche quelli aventi come controparte contrattuale direttamente i soggetti privati, che, in qualità di familiari, provvedono alla integrale corresponsione delle rette.
Per la decorrenza del nuovo regime, invece, non rileva la data di accreditamento della cooperativa: il relativo atto non ha le caratteristiche per essere giuridicamente qualificato come contratto o convenzione.

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