Direttive comunitarie IVA 2010

di Giuseppe Aymerich Commenta

Governo e Parlamento non hanno fatto in tempo a recepire alcune direttive comunitarie molto urgenti..

Governo e Parlamento non hanno fatto in tempo a recepire alcune direttive comunitarie molto urgenti: è infatti stato predisposto uno schema di decreto legislativo di ricezione, ma gli aspetti ancora da limare si sono rivelati diversi e la scadenza del 31 dicembre è ormai trascorsa.

Tre sono i capitoli principali: le nuove regole di rimborso IVA ai non residenti (di cui abbiamo già trattato), le novità su tempistica e contenuto della comunicazione all’Agenzia delle Dogane delle operazioni intracomunitarie eseguite (questione ancora nebulosa su cui si attendono notizie con grande urgenza, data l’imminenza delle scadenze a carico dei contribuenti) e le nuove regole sulla territorialità dei servizi in materia di IVA e di rimborso iva.


Vi è dunque da aspettarsi un procedimento d’infrazione a carico del nostro Paese, ma i cardini della direttiva sulla territorialità dei servizi sono comunque già operativi; esse, infatti, erano già sufficientemente dettagliate da poter essere applicate anche senza la legge di recepimento nazionale, e d’altronde questo è indispensabile, dato che le stesse norme che devono entrare in vigore contemporaneamente in ventisette Stati diversi: non si poteva certo attendere i ritardi del singolo Paese.

In attesa, dunque, del decreto legislativo (che potrà stabilire novità di carattere secondario in sede di concreta applicazione), i principi generali sono già operanti dal primo gennaio, ed è bene che tutti coloro che eseguono continuativamente o anche solo occasionalmente operazioni con l’estero si tengano aggiornati, poiché le modifiche sono diverse e di grande impatto.


Prima di affrontare il dettaglio della direttiva, è bene ricordare il principio generale secondo cui un’operazione è imponibile ai fini IVA, fra le altre cose, quando è eseguito nel territorio dello Stato mentre è esclusa in caso contrario. La direttiva interviene proprio per rivoluzionare il concetto di territorialità nelle prestazioni di servizi.

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