Sisma bonus, la guida dell’Agenzia delle Entrate

di Fabiana Commenta

Arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate la nuova guida per le detrazioni per gli interventi antisismici, il cosiddetto sisma bonus. Si tratta di un vademecum che vademecum che indica in che cosa consiste l’agevolazione, chi sono i soggetti interessati all’agevolazione, quai sono i vantaggi fiscali e anche qui sono le modalità di accesso alla misura. 

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Il “sisma bonus” viene introdotto con il decreto legge n. 63/2013: si tratta di un’agevolazione che dal 1° gennaio 2017 può essere fruita per lavori realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per attività produttive. 

Le opere dovranno essere eseguite su edifici che si trovano nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) e nelle zone sismiche a minor rischio (zona sismica 3).

L’agevolazione consiste in una detrazione d’imposta del 50% per le spese sostenute nel periodo di tempo che va dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 e che viene calcolata su un importo complessivo pari a 96mila euro per unità immobiliare e per ciascun anno. La cifra deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo, nell’anno in cui sono state sostenute le spese e in quelli successivi. 

La detrazione fiscale può invece salire al 70% della spesa sostenuta e al 75% per gli edifici condominiali se dalla realizzazione degli interventi arrivi invece una riduzione del rischio sismico che determina il passaggio a una classe di rischio inferiore. Aumenta all’80% e all’85% per gli edifici condominiali se i lavori consentono il passaggio a due classi di rischio inferiori. Rientrano tra le spese detraibili anche le spese effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili.

Possono richiedere l’agevolazione i proprietari degli immobili e i titolari di diritti di godimento sui beni oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese. Dal 2018 tra i beneficiari dell’agevolazione sono anche gli istituti autonomi per le case popolari e i soggetti con finalità analoghe e a partire dal 1º gennaio 2017, anziché usufruire la detrazione del 75 o dell’85%, i condòmini possono scegliere di cedere il credito a favore dei fornitori che hanno effettuato i lavori o ad altri soggetti privati che siano comunque collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione.

L’agevolazione sisma bonus può essere richiesta nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore del’immobile, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce il titolo. 

Per quando riguarda invece gli interventi sulle parti comuni di edifici residenziali, è sufficiente per i singoli condòmini vadano ad indicare il codice fiscale del condominio. 

I pagamento dovranno essere effettuati con bonifico bancario o postale (anche “online”), dalla quale dovrà risultare la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Inoltre il nuovo incentivo, il  decreto legge n. 50/2017 (art. 46-quater) ha anche previsto una nuova detrazione per l’acquisto di case antisismiche nei Comuni che si trovano in zone classificate a “rischio sismico 1”. 

 

photo credits| think stock

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