Differenze tra pro soluto e pro solvendo, tutto sulla cessione del credito

di La Redazione Commenta

 27Sempre più spesso si sente parlare di cessione del credito, soprattutto per quanto riguarda grandi gruppi finanziari o istituti di credito di vario genere. La comprensione di questo tipo di contratto è abbastanza semplice, così come le definizioni che la riguardano. In linea generale esistono due tipi di contratto di cessione del credito, andiamo quindi a spiegare le differenze tra pro soluto e pro solvendo.

La cessione in termini pratici

La cessione del credito è un contratto che prevede che un creditore, detto cedente, venda un credito in suo pieno titolo di possesso ad un secondo attore, detto cessionario. Il cedente può decidere di effettuare tale scambio in due forme diverse: la cessione pro soluto avviene quando il cedente garantisce esclusivamente l’esistenza del credito, ma non la solvibilità del debitore. In caso di mancato pagamento dell’intero debito, o di una o più rate, la questione sarà a totale appannaggio del cessionario. La cessione pro solvendo si ha invece quando il cedente si fa garante della solvibilità del debitore. In caso di mancato pagamento il cessionario potrà rifarsi sul cedente, richiedendo il pagamento di tutto o parte del debito. Si tratta quindi esclusivamente di una questione che riguarda chi si farà carico dei rischi correlati al credito stesso.

Come avviene la cessione

Che si tratti di una cessione pro soluto o pro solvendo, gli attori che prendono parte al contratto sono il cedente e il cessionario. La legge italiana non prevede che si debba chiedere il consenso alla cessione da parte del debitore. Questo perché per lui non cambia nulla, i termini del debito rimangono sempre gli stessi; quindi dopo la cessione non sarà possibile per il cessionario obbligare il debitore a modificare il contratto che li lega, indipendentemente dal tipo. Quindi, che si tratti di una fattura da saldare in un’unica soluzione, o delle rate mensili di un mutuo da pagare, il credito resterà tale anche dopo la cessione. Chiaramente il passaggio del credito avviene dietro pagamento, di una cifra che in genere è inferiore rispetto a quanto dovuto dal debitore. Del resto questo tipo di contratto si viene a realizzare quando il cedente si trova nella necessità di ottenere rapidamente liquidità, motivo per cui in pratica “vende” i suoi crediti. Volendo è anche possibile che la cessione avvenga come donazione a favore del cessionario, senza quindi pagamento di alcune cifra.

Cosa cambia per il debitore

Come dicevamo per il debitore non cambia nulla, se non il soggetto a cui dovrà saldare il debito. Per evitare disguidi, come ad esempio un bonifico effettuato verso il cedente dopo che il credito è stato ceduto, è obbligatorio che il debitore sia avvisato del cambio di intestatario del debito, in modo che gli sia possibile modificare le modalità di pagamento in tempo utile. Questo anche nel caso in cui i debitori di cui il cessionario ha acquisito i crediti siano numerosi. Spesso infatti si verifica una cessione di crediti per pacchetti, non solo per un singolo debitore.

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