Furto ad un collega è causa di licenziamento legittimo

di Stefania Russo Commenta

Il licenziamento di un lavoratore dipendente motivato dal furto ad opera di quest'ultimo ai danni di un suo collega è legittimo...

Il licenziamento di un lavoratore dipendente motivato dal furto ad opera di quest’ultimo ai danni di un suo collega è legittimo.

A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione con la sentenza n. 1814 del 2013, con la quale è stato giudicato il caso di un lavoratore che aveva approfittato della momentanea assenza di un suo collega, chiamato da uno dei dirigenti, per rubargli lo zaino. Successivamente, inoltre, si era rifiutato di aprire la sua macchina dicendo di aver perso le chiavi e affermando di non sapere come lo zaino fosse finito all’interno del suo veicolo.


La Suprema Corte, in particolare, ha confermato la decisione dei giudici di primo e secondo grado e ha provveduto quindi ad convalidare il licenziamento del dipendente. Nella motivazione della sentenza, in particolare, i giudici della Cassazione hanno spiegato che il furto ai danni di un collega si configura come una condotta idonea a compromettere il rapporto di fiducia che deve necessariamente intercorrere non solo tra il datore di lavoro e il dipendente ma anche tra quest’ultimo e i suoi colleghi.

La Cassazione ha inoltre considerato prive di fondamento le giustificazioni addotte dal lavoratore, secondo cui il furto non poteva essere considerato un fatto grave in quanto nello zaino non erano presenti oggetti di valore, oltre che per l’irrilevanza della circostanza della modestia economica del bene sottratto anche perché l’uomo non poteva sapere quale fosse il reale contenuto dello zaino.

In altre parole, dunque, un’azione di questo tipo è idonea a legittimare il licenziamento del lavoratore, in quanto si tratta di una condotta delittuosa in grado di turbare la serenità dell’ambiente di lavoro e di incidere sulla fiducia del datore di lavoro.

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