Tutela della concorrenza e disciplina antitrust (IV)

di Giuseppe Aymerich Commenta

La seconda fattispecie di atto contrario alla libera concorrenza è l’abuso di posizione dominante. Si dice che..

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La seconda fattispecie di atto contrario alla libera concorrenza è l’abuso di posizione dominante. Si dice che un operatore economico ha assunto una “posizione dominante” in un dato settore di mercato quando ha acquistato un tale dominio in quell’ambito da essere in grado, letteralmente, di non temere la concorrenza: spesso i consumatori identificano il tipo di prodotto con quel produttore, tanto da far sì che egli possa attuare le politiche di marketing che preferisce senza che le contromosse dei concorrenti lo possano impensierire, quasi si agisse in monopolio.


Si pensi, ad esempio, a Mediaset nella televisione commerciale o alla Coca-Cola nel settore analcolici. Ma non è la posizione dominante, in sé, ad essere sanzionata, poiché può essere un traguardo legittimamente raggiunto con encomiabili sforzi imprenditoriali.
Il problema sorge quando si effettua un “abuso”, ossia quando il leader del settore approfitta della situazione per porre in essere comportamenti sleali al puro scopo di mettere in difficoltà spesso insuperabili i piccoli concorrenti e irrobustire così la posizione dominante.


La legge elenca, a titolo d’esempio, alcune ipotesi di abuso di posizione dominante: il più tipico è la vendita a prezzi eccezionalmente bassi o comunque a condizioni contrattuali molto gravose. In questa situazione, il leader moltiplicherà le sue vendite costringendo i piccoli concorrenti a chiudere o perché non possono permettersi di tagliare a loro volta i prezzi o perché, se seguono il dominante su quella strada, finiscono sulla via del fallimento non riuscendo più a coprire i costi.
In questo modo, il leader farebbe piazza pulita dei piccoli avversari e potrebbe successivamente rialzare enormemente i prezzi per rifarsi delle perdite subite in un primo momento.

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