Orari di apertura dei negozi: le deroghe

di Giuseppe Aymerich Commenta

L’intersecazione di leggi nazionali, delibere comunali e libere decisioni dell’esercente possono facilmente confondere le idee al..

negozi-ponte-vecchio-firenze

L’intersecazione di leggi nazionali, delibere comunali e libere decisioni dell’esercente possono facilmente confondere le idee al singolo cittadino: è per questo che la legge impone che ogni esercizio commerciale debba segnalare tramite cartelli visibili al pubblico i giorni e gli orari di apertura e chiusura del negozio.

Tale norma è tanto più utile quando ricorre una delle numerose ipotesi in cui la legge prevede regole particolari, in deroga rispetto ai principi generali già descritti.


Innanzitutto, le Regioni possono individuare all’interno del proprio territorio i Comuni con forte vocazione turistica, con particolare attenzione alle città d’arte: per esse viene meno qualunque vincolo e i negozianti sono liberi di aprire i locali quando preferiscono.


Normalmente, però, le Regioni fissano alcuni paletti: per esempio, possono limitare questa libertà di apertura ai periodi dell’anno con maggiore afflusso turistico, individuandoli con precisione; oppure possono stabilire che la deroga non riguardi tutti gli esercizi dei Comuni interessati, ma solo quelli situati nei quartieri storici o comunque in aree cittadine ben delimitate.

Un’altra deroga riguarda i negozi che vendono generi alimentari: se si presentano due o più giorni festivi consecutivi, i Comuni possono fissare regole di deroga agli obblighi di chiusura, per venire incontro alle comprensibili esigenze della cittadinanza.

In generale, inoltre, il sindaco può ugualmente stabilire delle deroghe se ricorrono gravi e rilevanti motivi, con riferimento a specifiche attività di vendita.

Infine, per numerose tipologie di esercizi commerciali, la legge stabilisce delle regole a parte di apertura, in totale o parziale deroga rispetto alle norme generali descritte: si tratta delle farmacie, dei distributori di benzina, dei locali artigianali, delle vendite fieristiche, delle edicole, della somministrazione al pubblico di alimenti e di bevande (bar, gelaterie, pizze al taglio…) nonché di numerose ipotesi minori.

Rispondi