Tasse, corruzione e disoccupazione i veri problemi dell’Italia

di Vito Verna Commenta

ono parole veramente dure quelle espresse da Jacopo Morelli sulla pressione fiscale gravante sulle industrie italiane che, quotidianamente, pagherebbero onestamente tutte le tasse e tutte le imposte loro richieste dal Fisco.

Tasse, corruzione e disoccupazione i veri problemi dell'Italia

Jacopo Morelli, Presidente nazionale dei Giovani Imprenditori, movimento a vocazione imprenditoriale facente parte della Confederazione Generale dell’Industria Italiana, identifica nelle tasse, nella corruzione e nella disoccupazione i tre grandi, concreti e reali problemi dell’Italia.

ECCO LA LEGGE DI STABILITA’ 2013

Nel corso dell’annuale convegno della propria associazione, che avrebbe aperto con un’arringa destinata a far lungo a discutere sia la classe politica che la classe imprenditoriale italiana, Jacopo Morelli avrebbe infatti cercato di fare il punto della situazione identificando alcune delle più peculiari e stringenti problematiche dell’Italia moderna che, come dichiarato in ben più di un’occasione da Giorgio Squinzi, già Presidente della Confederazione Generale dell’Industria Italiana, sarebbe letteralmente soggiogata da una pressione fiscale, e soprattutto da un cuneo fiscale, insostenibile poiché letteralmente incapace di soddisfare e sostenere l’adeguato sviluppo economico della nazione.

DETRAZIONI LEGGE DI STABILITA’ 2013

Vediamo insieme, dunque, i punti salienti del discorso di apertura di Jacopo Morelli.

LA PRESSIONE FISCALE

Sono parole veramente dure quelle espresse da Jacopo Morelli sulla pressione fiscale gravante sulle industrie italiane che, quotidianamente, pagherebbero onestamente tutte le tasse e tutte le imposte loro richieste dal Fisco.

TAGLI A DEDUZIONI E DETRAZIONI RETROATTIVI NELLA LEGGE DI STABILITA’ 2013

Una pressione fiscale così alta, avrebbe ribadito Morelli, da configurarsi quale una vera e propria confisca che ben mostra le proprie devastanti caratteristiche “nei capannoni vuoti, negli uffici dismessi, nelle case di quelle famiglie che non possono permettersi più di fare piani per il futuro”.

LA CORRUZIONE

Le imprese italiane, soprattutto quelle guidate con paziente perizia dai più giovani imprenditori italiani, stanno già oggi lentamente, ma inesorabilmente, soccombendo.

Colpa, secondo Morelli, della corruzione della classe politica, ma non solo, sulla quale dichiara: “Per tornare a crescere  servono persone responsabili, preparate, all’altezza del compito. Siamo disgustati dall’idea della carica pubblica come scorciatoia per arricchirsi. Ci ribelliamo a questo degrado. Basta con l’umiliazione delle coscienze civili. Le nostre parole d’ordine sono sempre state: merito, trasparenza e legalità”

LA DISOCCUPAZIONE

Ultima, ma non per importanza, l’analisi della disoccupazione, definita quale una vera e propria emorragia, che potrà venir contrastata solamente nel momento in cui l’Unione Europea, e soprattutto l’Italia, decida di dotarsi di una normativa e di una politica fiscale che non facciano più dell’austerity il proprio punto cardine.

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