Prato la più colpita dalla crisi

di Giuseppe Aymerich Commenta

Andando a fondo nei dati diffusi dal Dipartimento delle Finanze tratti dall’elaborazione degli studi di settore del 2009..

Andando a fondo nei dati diffusi dal Dipartimento delle Finanze tratti dall’elaborazione degli studi di settore del 2009 (riferiti al periodo d’imposta 2008), si possono verificare gli effetti dei primi venti della crisi globale sul nostro Paese.
Analizzando le dinamiche dei territori, scopriamo che sono il Centro e il Nord-Est ad aver sofferto di più, mentre il Nord-Ovest e il Mezzogiorno sono rimasti nel complesso quasi immuni (sebbene nel 2009 le cose siano poi andate presumibilmente in modo diverso e più drammatico per tutti).


La provincia di Prato si rivela quella più colpita dalla crisi: nel 2008 i redditi medi dichiarati dai soggetti sottoposti agli studi di settore sono calati dell’8,5% rispetto all’anno precedente. A seguire troviamo Venezia e Rovigo, ex-aequo al 7%, dopodiché Ancona, Lodi, Treviso e Modena. Si tratta, cioè, di aree il cui tessuto economico è formato principalmente da microimprese molto dinamiche, che hanno sofferto particolarmente gli alti e bassi del mercato.
Dal lato opposto della graduatoria c’è invece Matera, le cui aziende nel 2008 hanno incrementato i redditi addirittura del 6,6%.
Fra le grandi città, Torino non ha registrato variazioni, mentre Milano, Napoli e Roma hanno rilevato cali del reddito rispettivamente dell’1,8%, dello 0,8% e dello 0,6%.


A livello regionale, infine, scopriamo che a soffrire di più è stato il Veneto (-4,8%), mentre la Valle d’Aosta festeggia un prestigioso +5,5%.
Verificando invece la situazione per comparti aziendali, scopriamo che i più danneggiati in assoluto sono la pesca e il settore del tessile, moda e abbigliamento, oltre ad alcuni ambiti molto specifici, come la fabbricazione di materassi o di calcestruzzo.

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