Controlli fisco casa in Costa Azzurra

di Giuseppe Aymerich Commenta

L’Amministrazione Finanziaria ha ricevuto nei mesi scorsi un vasto pacchetto di informazioni dai colleghi di Francia e Inghilterra..

L’Amministrazione Finanziaria ha ricevuto nei mesi scorsi un vasto pacchetto di informazioni dai colleghi di Francia e Inghilterra: si tratta dei nomi dei cittadini italiani che possiedono un’abitazione nei loro territori.

Per quanto riguarda la Francia, il discorso riguarda principalmente la Costa Azzurra e la Provenza, mentre per l’Inghilterra è interessata soprattutto l’area di Londra.


Secondo la normativa precedente, coloro che possedevano dei fabbricati in questi territori non produttivi di reddito (poiché le leggi fiscali di questi Paesi non prevedono l’imposizione del reddito catastale, al contrario dell’Italia) non erano tenuti a denunciarli nel quadro RW della dichiarazione dei redditi.

Le nuove norme contro l’evasione fiscale e sul monitoraggio delle attività all’estero, però, ora impongono a tutti i contribuenti di segnalare questi beni nel prossimo modello UNICO, anche se non ne deriva reddito.
In queste settimane, circa seimila nostri concittadini stanno ricevendo altrettante lettere dall’Agenzia delle Entrate: sono coloro che non hanno (legittimamente o meno) denunciato tali abitazioni nelle vecchie dichiarazioni dei redditi.

La lettera, dal significato informale e non vincolante, fa in pratica sapere ai destinatari che l’esistenza della loro villa all’estero è ormai nota al Fisco nostrano e quindi li invita a dichiarare tali beni nel prossimo RW.


Le stesse lettere, inoltre, ricordano che sono ancora in corso i termini per aderire allo scudo fiscale. Fino al 30 aprile, dunque, coloro che possiedono attività non denunciate possono rimpatriarle o regolarizzarle pagando il 7% del loro valore. I destinatari delle missive, dunque, che eventualmente avessero qualche magagna da sanare, ora sanno che non hanno possibilità di farla franca e che devono affrettarsi a mettersi in regola.

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