Cgia, 158.000 piccole imprese chiuse in otto anni

di Fabiana Commenta

Artigiani e piccoli commercianti continuano a restare in ginocchio: nel corso degli ultimi 8 anni sono stati perse quasi 158.000 imprese attive tra botteghe e piccoli negozi di vicinato. Questi i dati riportati dalla Cgia che specifica come di queste, oltre 145.000 operavano nell’artigianato, poco più di12.000 nel piccolo commercio: la chiusura ha causato la perdita di lavoro per 400.000 addetti.

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E i dati degli ultimi 12 mesi non sono affatto confortanti visto che il numero delle imprese attive nell’artigianato e nel commercio al dettaglio è sceso ulteriormente di 25.604 unità (-1,2 per cento).

A registrare la crisi maggiore nel corso degli ultimi 8 anni, le imprese nell’artigianato scese da 1.463.318 a 1.322.640, mentre le attività del commercio al dettaglio sono diminuite in modo più contenuto passando da 805.147 a 793.102.

A essere maggiormente colpite le categorie artigiane degli autotrasportatori (-30 per cento), dei falegnami (-27,7 per cento), degli edili (-27,6 per cento) dei produttori di mobili (-23,8 per cento). È in costante  crescita invece il numero dei parrucchieri ed estetisti (+2,4 per cento), alimentaristi (+2,8 per cento), taxisti/autonoleggiatori (+6,6 per cento), gelaterie/pasticcerie/take away (+16,6 per cento),  designer (+44,8 per cento), riparatori/manutentori/installatori di macchine (+58 per cento).

TORINO, AGEVOLAZIONI PER I GIOVANI ARTIGIANI

Ad essere maggiormente colpito dalla crisi e dalla chiusura delle attività è stato il Sud: Sardegna (-17,1 per cento), Abruzzo (-14,5 per cento), Sicilia (-13,5 per cento), Molise (-13,2 per cento) e la Basilicata (-13,1 per cento) sono state le regioni che hanno subito la crisi più forte anche se è stata la Lombardia (-18.652) il territorio che ha registrato il numero di chiusure più elevato in assoluto.

La crisi, il calo dei consumi, le tasse, la burocrazia, la mancanza di credito e l’impennata del costo degli affitti sono le principali cause che hanno costretto molti piccoli imprenditori ad abbassare definitivamente la saracinesca della propria bottega. Se, inoltre, teniamo conto che negli ultimi 15 anni le politiche commerciali della grande distribuzione si sono fatte sempre più mirate ed aggressive, per molti artigiani e piccoli negozianti non c’è stata via di scampo. L’unica soluzione è stata quella di gettare definitivamente la spugna.  

Le parole del coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo.

 

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