Il turismo in Italia non è in crisi

di Giuseppe Aymerich Commenta

Capita spesso di leggere o sentire che negli ultimi anni il sistema turistico italiano abbia perso colpi, a fronte di una crescita di successi dei nostri concorrenti..

Capita spesso di leggere o sentire che negli ultimi anni il sistema turistico italiano abbia perso colpi, a fronte di una crescita di successi dei nostri concorrenti.

In realtà le cose non stanno proprio così; a smentire quelli che appaiono dunque come luoghi comuni hanno provveduto le associazioni di categoria, basandosi sui dati ufficiali diffusi dall’Eurostat.


Negli anni Sessanta, complici la ricostruzione post-bellica, il predominio cinematografico e il boom economico, l’Italia era la prima meta turistica del mondo. Con il passare degli anni, tuttavia, abbiamo rapidamente perso il primato, superati da Francia, Spagna e Stati Uniti d’America; ci siamo dunque mantenuti quarti per molto tempo, finendo alcuni anni fa per essere superati anche dalla rampante Cina.

Proprio il nostro cedere il passo al gigante asiatico aveva fatto presagire a molte cassandre un futuro nero per il turismo straniero in Italia. I nuovi dati pubblicati, però, indicano notizie differenti.

Gli arrivi degli stranieri in Italia, infatti, stanno crescendo anno dopo anno; e nel 2009, a causa della crisi, c’è stata una diminuzione, ma nettamente inferiore a quella patita dai concorrenti. E se la crescita inesorabile della Cina è un caso a parte, i nostri competitori occidentali, pur continuando a rimanerci davanti per numero di presenze, stanno lentamente perdendo qualche colpo. Basti dire che nel quadriennio 2005-09 l’Italia ha visto crescere le presenze del 6,7%, mentre in Spagna sono calate del 3,7%.


Il mix dell’offerta turistica italiana rimane il suo punto di forza: città d’arte, spiagge, montagne, turismo d’affari ecc., oltre ad infrastrutture avanzate e ospitalità riconosciuta in tutto il mondo.
Le Regioni che nel 2008 hanno visto il maggior numero di presenze straniere sono state Veneto, Toscana ed Emilia-Romagna, mentre ai gradini più bassi troviamo Molise, Basilicata e Valle d’Aosta.

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