Aprire una parafarmacia: un successo

di Giuseppe Aymerich Commenta

La liberalizzazione forse più conosciuta fra le tante varate nel 2006 è quella dei cosiddetti “farmaci da banco”, ossia le medicine..

strumentazione farmacia

La liberalizzazione forse più conosciuta fra le tante varate nel 2006 è quella dei cosiddetti “farmaci da banco”, ossia le medicine acquistabili senza l’esigenza di una ricetta medica.

Esse, ora, possono essere vendute non solo nelle farmacie ma anche nelle parafarmacie, che talvolta sono imprese indipendenti e altre volte sono corner specializzati all’interno degli ipermercati.


L’associazione Federconsumatori ha pubblicato i risultati della seconda ricerca nazionale sul consumo dei farmaci da banco. I dati emersi sono molto incoraggianti per i cittadini italiani: ogni medicinale venduto nelle parafarmacie costa mediamente settanta centesimi in meno rispetto all’acquisto in farmacia, e ogni cittadino risparmia in media circa venti euro ogni anno.


Ma il dato medio non riflette, naturalmente, il ben più sostanzioso risparmio annuale goduto dai principali consumatori di farmaci, e cioè gli anziani, il cui reddito è normalmente piuttosto basso e che quindi hanno beneficiato in misura elevata della liberalizzazione.

Le parafarmacie hanno oggi acquisito una quota del 7,6% nel mercato dei medicinali, con un volume d’affari pari a 140 milioni di euro all’anno. E non vanno dimenticati i riflessi occupazionali: circa 6.500 persone lavorano oggi negli esercizi parafarmaceutici di tutta Italia.

Fra le pieghe dell’analisi troviamo altri dati interessanti. Mediamente le farmacie comunali sono le più care di tutte, anche più delle private, mentre i corner negli ipermercati sono più convenienti delle parafarmacie indipendenti.

L’indagine sottolinea poi l’ascesa inarrestabile dei farmaci generici, la cui efficacia è identica a quelli di marca, ma il prezzo è nettamente più economico. Gli acquisti di farmaci generici nel 2002 era infatti pari al 12% del mercato, mentre nel 2008 siamo arrivati al 43%. Quest’ascesa non è sorprendente, considerando che il risparmio oscilla intorno al 30%.

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