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Pensioni: anticipo massimo di 3 anni

L’assegno pensionistico anticipato, detto anche APE, continua il suo cammino e fa prendere una forma diversa alla riforma sulle pensioni. Adesso, come spiega PensioniOggi, “l’asticella per l’uscita anticipata potrebbe essere fissata a 63 anni e 7 mesi con 20 anni di contributi con una penalizzazione tra il 2 ed il 3% l’anno.”

 L’APE potrebbe essere strutturale e cioèinteressare tutti i lavoratori iscritti alla previdenza pubblica obbligatoria a non pi๠di tre anni alla pensione di vecchiaia. Vale a dire i lavoratori e le lavoratrici che abbiano raggiunto i 63 anni e 7 mesi di età  unitamente a 20 anni di contributi. I primi interessati sarebbero i nati a partire dalla seconda metà  del 1951 sino al 1953. Poi con il passare del tempo sarebbero inclusi anche i nati dopo il 1953. E’ questa l’ipotesi flessibilità  a cui sta lavorando il Governo per inserirla entro il 15 ottobre nella legge di stabilità  secondo le ultime indiscrezioni che filtrano da Palazzo Chigi.

pensione

L’argomento èintrodotto con queste parole da PensioniOggi che èda considerare oggi una finestra sempre aperta e attenta sul mondo dei pensionati  futuri tali. Il problema di questa riforma che dà  speranza alla generazione precedentemente esclusa dalla Fornero, ènella comprensione del funzionamento delle penalità .

non èscluso infatti che la triangolazione possa interessare solo l’Inps e la banche mettendo al riparo i lavoratori dal dover formulare una richiesta di prestito alla banca.

Tutto ancora da controllare ma secondo le stime diffuse ieri dalla Uil si teme che parlare della perdita di una mensilità  netta di pensione per i lavoratori che usciranno in anticipo dunque non appaiano, dunque, troppo lontane dalla realtà . Facciamo l’esempio riportato dal sito:

Immaginando infatti un assegno lordo annuo di 2.500 euro di cui 2.200 euro frutto del sistema retributivo (cioècalcolato in misura pi๠vantaggiosa sino al 31 dicembre 2011) l’applicazione di una penale del 10% su questa quota costerà  circa 220 euro al mese per un totale di 2.860 euro l’anno, pari circa 1.600 euro netti, poco meno di una mensilità  in meno di pensione all’anno.