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Novità call center dopo riforma del lavoro

Alcune delle novità contenute nel testo della riforma del lavoro, meglio conosciuta come riforma Fornero, riguardano i call center e i lavoratori che vi lavorano.

Tra le principali novità figura l’obbligo per le aziende che operano in tale settore e che hanno almeno 20 dipendenti di comunicare l’eventuale spostamento fuori dai confini nazionali sia al Ministero del lavoro che all’Autorità garante della privacy almeno 120 giorni prima del trasferimento e di indicare le misure poste in essere ai fini del rispetto della legislazione nazionale vigente.


Vi è inoltre l’impossibilità di erogare specifici benefici nei confronti di aziende che spostano la loro attività in paesi esteri, nonché l’obbligo di informare preliminarmente la persona che viene contattata o che chiama riguardo alla presenza dell’operatore che parla in un paese estero. In caso di mancato rispetto di queste disposizioni si prevede il pagamento di una sanzione di importo pari a 10.000 euro per ogni giorno di violazione.

Altra novità che interessa i call center è quella riguardante le modifiche apportate al contratto a progetto e che nel caso dei call center trovano applicazione ferma restando la disciplina dei rappresentati e degli agenti di commercio, nonché le attività di vendita di beni e servizi realizzate attraverso i cosiddetti call center “outbound”, ossia i call center in cui sono gli operatori ad effettuare le chiamate. In quest’ultimo caso, dunque, si applicano le norme vigenti prima dell’entrata in vigore della riforma, in altre parole non è obbligatoria l’indicazione di un progetto specifico al momento dell’assunzione con contratto a progetto.