Rapporto 2009 della Guardia di Finanza

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il generale Cosimo Arrigo, comandante della Guardia di Finanza, ha presentato a Roma il tradizionale rapporto annuale sull’attività delle Fiamme Gialle..

guardia di finanza

Il generale Cosimo Arrigo, comandante della Guardia di Finanza, ha presentato a Roma il tradizionale rapporto annuale sull’attività delle Fiamme Gialle fra il mese di gennaio e quello di novembre dell’anno ormai agli sgoccioli.

La lotta all’evasione fiscale, già molto accesa negli ultimi anni, si è ulteriormente intensificata, e a quest’attività si è dedicato il 50% dell’attività complessiva dei funzionari. Sono stati eseguiti oltre centomila fra controlli e verifiche, che hanno portato all’emersione di oltre trenta miliardi di euro di redditi non dichiarati, oltre a quasi cinque miliardi e mezzo di IVA non fatturata e/o non versata.


Notevolissimo anche lo sforzo contro l’esportazione o la detenzione illecita di capitali all’estero, con particolare attenzione ai famosi paradisi fiscali e/o finanziari. Da questo ramo di verifiche è stato individuato un imponibile sommerso di 5,4 miliardi di euro.

Più di novemilacinquecento cittadini hanno superato i limiti del penale, e sono stati segnalati alla magistratura come evasori o per altre tipologie di reato, come l’emissione di fatture false o gonfiate (fattispecie molto frequente). Di essi, ben 6.715 risultavano nullatenenti agli occhi del Fisco: i famigerati “evasori totali”.
I settori economici in cui maggiormente sono emerse posizioni irregolari sono il commercio (sia al dettaglio che all’ingrosso), l’edilizia e l’immobiliare
.

Il generale Arrigo ha anche illustrato le prime linee-guida sull’attività da portare avanti nel 2010, concordate in vari incontri con i responsabili del ministero delle Finanze e delle Agenzie fiscali.


Oltre ai controlli tradizionali, il mirino sarà focalizzato nuovamente sui paradisi fiscali, ma anche sulle frodi-carosello (numericamente ridotte ma ognuna delle quali ha un rilevante peso negativo per le casse dell’Erario) e sui cinquantamila controlli programmati con l’utilizzo del redditometro, che con la nascita del software EAS diviene nelle intenzioni un’arma formidabile per stanare le situazioni anomale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>