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Obbligo controllo fattura soggetto ricevente

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 16437 del 27 luglio 2011 ha ribadito ancora una volta l’obbligo del destinatario della fattura di controllare il documento e di procedere alla sua regolarizzazione nel caso in cui il soggetto emittente abbia commesso degli errori nella sua compilazione, dando al negozio o al rapporto una qualificazione diversa da quella dovuta.


Con la sentenza in esame, in particolare, la Suprema Corte ha giudicato il caso di una cooperativa che effettuava attività di sponsorizzazione di eventi, in particolare contattava i fornitori, pagava le prestazioni ricevute, contabilizzava tra i costi l’importo delle fatture, detraeva l’Iva versata e infine ripartiva i costi sostenuti emettendo nei confronti dei committenti delle fatture senza addebito Iva in quanto, a suo dire, ciò non era necessario poichè operava in nome e per conto delle banche che ricevevano la pubblicità.

[LEGGI] CONTESTAZIONE FATTURA

Nella sentenza, in particolare, la Corte di Cassazione ha innanzitutto stabilito che la cooperativa non agiva in rappresentanza delle banche, in quanto per avere l’effetto tipico della rappresentanza è necessario che il mandatario, una volta ottenuta la procura, dichiari di agire in nome e per conto del mandante, mentre nel caso in esame il mandatario opera per conto del mandante ma in nome proprio, dal momento che le fatture risultano intestate al soggetto che agiva.

[LEGGI] LETTERA DI SOLLECITO PAGAMENTO FATTURA

L’addebito delle fatture stesse a carico delle casse rurali avveniva solo in un secondo momento, per cui in virtù di questo doppio passaggio era necessario effettuare una doppia fatturazione assoggettando l’Iva ad entrambi i passaggi.

Nella stessa sentenza, inoltre, i giudici della Corte di Cassazione hanno anche ribadito un consolidato orientamento giurisprudenziale, in base al quale le conclusioni del giudice di merito circa l’interpretazione dei contratti oggetto della controversia non sono sindacabili in cassazione, a meno che non sia stata violata la legge o la motivazione risulti insufficiente.