Il 21% delle famiglie italiane ha richiesto l’ISEE

di GianniPug Commenta

L’indicatore della situazione economica equivalente, detto anche ISEE, è stato richiesto dal 21 per cento delle famiglie italiane, quasi una su cinque. In base a questo indice sono definite le tariffe dei servizi di cui una famiglia beneficia. 

I dati statistici legati all’ISEE ed elaborati dalle agenzie stampa parlano chiaro: sono state registrate 4,2 milioni di richieste, ovvero oggi sono in possesso dell’indicatore della situazione economica circa 12 milioni di persone. In alcune zone dello Stivale questo documento è più richiesto che in altre zone: si va dal 18% delle richieste del Centro Nord al 28% delle richieste del Mezzogiorno.

In passato erano state registrate numerose anomalie per cui capitava che le dichiarazioni con patrimonio nullo fossero il 70 per cento del totale. Adesso invece questa percentuale è diminuita parecchio arrivando al 16%. Questi dati variano molto da zona a zona, nel Mezzogiorno, in particolare, le dichiarazioni con patrimonio nullo sono passate da quasi il 90% al 20%.Una notizia importante. Nel Rapporto che annota come siano state migliorate e velocizzate le procedure di rilascio dell’attestato, passando da attese di 14 giorni ad attese di massimo 3 giorni, si leggono due passaggi molto importanti:

“E’ un segno tangibile di un utilizzo più appropriato dello strumento, che andrebbe utilizzato solo a fronte della effettiva richiesta di prestazioni sociali agevolate: non si registrano più anomalie quali quelle di regioni in cui, in presenza di una offerta di servizi molto bassa, oltre il 60 % della popolazione era coperto da Isee. Notevole l’aver previsto una validità nell’anno civile anziché nell’anno solare, ha ridotto sensibilmente la ripetizione della Dsu da parte dello stesso nucleo familiare in corso d’anno; per coloro che presentano la Dsu nel primo semestre, le ripetizioni nel secondo semestre sono passate dal 18% al 5,5%”.

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