Copyright digitale, le nuove regole UE

di Fabiana Commenta

Approvato dal Parlamento di Strasburgo, il Copyright UE, la legge sul diritto d’autore web fa ancora discutere soprattutto in merito ai due punti più dibattuti, la link tax e i filtri per gli upload. Vediamo esattamente la situazione. 

Facebook Regali per migliorare l'e-commerce

La link tax è relativa all’articolo 11 della direttiva: in sostanza prevede che le piattaforme online, come ad esempio Facebook o Google, debbano pagare agli editori i diritti d’autore sui contenuti che che vanno a linkare, cioè che pubblicano con il collegamento che rimanda alla testata originaria.

La legge prevede in pratica che ogni volta che un sito web o un aggregatore di notizie pubblica un contenuto che sia coperto da copyright è obbligato a versare adeguati  compensi. Una norma che divide, appoggiata dagli editori che lamentano lo sfruttamento dei propri contenuti sulle piattaforme e criticata dalle società di Internet secondo cui gli editori guadagnerebbero dai link in virtù del traffico. 

La norma va applicata in particolare all’informazione giornalistica e ai contenuti editoriali, ma non allo scambio di link in altra forma o ai progetti collettivi tipo Wikipedia che vengono esclusi invece. 

Altra questione è data dai filtri upload (articolo 13): l’articolo prevede che ci siano dei filtri che possano impedire di caricare sulle piattaforme online i contenuti protetti da copyright per evitare la pubblicazione di video protetti dal diritto d’autore. In questo caso di parla soprattutto dei costi dei sistemi di identificazione dei contenuti e della loro scarsa affidabilità per riconoscere le reali violazioni. 

Al momento la legge non è stata ancora definitivamente approvata: ci vorrà quasi un anno prima che sia effettivamente esaminata dalle istituzioni Ue e poi in caso tornare in aula prima della discussione con i singoli stati. Potrebbe non essere approvata nel caso in cui uno degli stati fosse anche in totale disaccordo.

 

photo credits | think stock

Rispondi