Con il Brexit volano i Bitcoin

di GianniPug Commenta

Insieme all’oro e al franco svizzero da anni considerato un bene rifugio, vola anche la valuta elettronica che in corrispondenza dei risultati del referendum britannico ha visto crescere il suo prezzo del 7%. 

Un grafico riportato da La Stampa – che ha analizzato a fondo quel che accade adesso alle borse europee – spiega come il Brexit abbia effetto sulle monete:

Mentre la sterlina ritorna ai minimi storici del 1985, trascinando verso il basso anche l’euro, c’è una valuta che non solo non ha sofferto a causa della Brexit, ma ci ha guadagnato: si tratta del Bitcoin, la moneta digitale che nelle ore in cui il “leave” ha iniziato a dominare sul “remain” ha visto il proprio valore crescere dai 625 dollari del giorno prima fino a un picco di 680 dollari.

C’è anche chi come Barry Silbert, forse in modo un po’ esagerato, ha considerato che i Bitcoin possano essere a ragione dei beni rifugio ma questa prospettiva appare estrema:

Ed è risaputo che il prezzo dei Bitcoin subisce continue fluttuazioni dovute alle ragioni più disparate, tra cui anche l’andamento dello yuan della Cina, dove avvengono la maggior parte degli scambi. Ma nella notte della Brexit la moneta digitale è cresciuta insieme alle quotazioni dell’oro, un parallelismo che ha portato alcuni analisti, tra cui Barry Silbert del Digital Currency Group, a definirla come uno dei “beni di rifugio” di questa giornata, decisamente complessa per mercati e investitori.

Certo è che con la crisi di una moneta forte come la sterlina, le valute digitali si sono fatte trovare pronte a cogliere l’occasione finanziaria. C’è da fidarsi di questo exploit?

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