Dall’idea al business, ci credono sempre più imprenditori

di GianniPug Commenta

Dall'idea al business, la febbre dell'impresa in Italia resta ancora molto alta.

Anche se fino a qualche tempo fa, mettersi in proprio, era strumentale al rilancio dell’attività lavorativa, per cui si usava la partita IVA come strumento per non perdere impiego e clienti, oggi la mentalità imprenditoriale sembra aver trovato terreno fertile e secondo Confcommercio sono sempre più quelli che credono nell’impresa. 

I cittadini che sono convinti di poter trasformare l’idea che hanno nel cassetto in uno strumento di business, sono cresciuti di numeri e non sono più motivati a fare impresa soltanto dalla crisi. Ecco in sintesi, i principali risultati che emergono da un’indagine realizzata da Confcommercio-Imprese per l’Italia in collaborazione con Format Research contenuta nella guida della collana Le Bussole di Confcommercio “Dall’idea all’impresa” presentata in occasione dell’VIII Forum dei Giovani Imprenditori di Confcommercio “Evoluzioni – il futuro è già presente” in corso di svolgimento a Roma.

Più che per le possibilità di successo o per trovare lavoro, oggi quello che spinge ad avviare un’impresa è avere un’idea trasformabile in business. Due imprenditori su tre, infatti, hanno costruito l’attività dopo aver avuto un’intuizione e oltre il 60% lo ha fatto per valorizzare le proprie conoscenze e competenze. E oggi in Italia sembrerebbero esserci molte idee di business visto che la voglia di fare impresa riguarda quasi il 60% dei cittadini sopra i 24 anni; in ogni caso, per chi è riuscito ad avviare un’impresa le principali difficoltà da superare sono state l’eccessivo livello delle tasse (nel 35% dei casi) e il peso degli adempimenti amministrativi (27%); di contro, chi non c’è riuscito o è uscito dal mercato vede le principali ragioni del proprio insuccesso nella difficoltà di trovare le risorse finanziarie necessarie, di fare fronte agli adempimenti burocratici, di comprendere il mercato nel quale collocarsi; e se provenire da una famiglia di imprenditori, cosa che riguarda quasi 1 imprenditore su 3, può aiutare nella fase di avvio di un’impresa, le capacità relazionali, la conoscenza del proprio mestiere e il talento sono i principali driver affinchè l’attività abbia poi successo; insomma, imprenditori si nasce e si diventa ma per avere migliori chances di sopravvivenza sul mercato contano molto anche la preparazione scolastica e formativa e le esperienze professionalizzanti come training e tirocini.

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