8 marzo come occasione per valutare strada compiuta contro discriminazione

di Alba D'Alberto Commenta

La disparità di genere costa il 16% del PIL mondiale. Lo ha messo in evidenza una ricerca dell’OCSE che dà il la ad una serie di studi e riflessioni sulla discriminazione sul posto di lavoro. Vivoli per esempio, è convinto che la Festa della Donna sia un momento per fare il punto della situazione. 

Per quanto riguarda l’occupazione femminile l’Italia è ancora il fanalino di coda dei paesi UE. Noi di strada ne abbiamo tanta da fare. Il presidente di Confesercenti, in una lunga dichiarazione in occasione dell’8 marzo spiega la necessità di fare il punto della situazione sulla disparità di genere e sulla discriminazione delle donne sui posti di lavoro. Ecco cosa dice:

“L’otto marzo – afferma il presidente della Confesercenti,  Massimo Vivoli – dovrebbe essere l’occasione  per valutare quanto sia stato fatto per abbattere la barriera della discriminazione a danno delle donne e quanto ancora si debba fare. A livello europeo l’Italia e’ ancora  nel gruppo di coda, secondo i dati Eurostat,  per tasso di occupazione femminile. Il dibattito sulle cosiddette “quote rosa” in politica, ma anche nel mondo del lavoro in generale,  e’ ancora vivo, cosi’ come sulla questione del diverso trattamento economico tra uomini e donne”.

“La Confesercenti – aggiunge – ha fatto e continua a fare la sua parte affinché  venga riconosciuta ovunque e sempre la parità di diritti, di trattamento, di opportunità. Lo fa a cominciare dal suo interno, a livello nazionale e territoriale, dove la componente femminile e’ sempre più importante e qualificata. Lo fa sostenendo   l’imprenditoria femminile,  attraverso  l’assistenza, la vicinanza alle imprese di donne, dallo start up e lungo il loro percorso di crescita. E’ facile elogiare il mondo femminile il giorno della festa della donna – conclude Vivoli – ma spesso ha il sapore di una captatio benevolentiae.  Come ho detto, l’8 marzo e’  un’occasione per fare qualche bilancio, ed e’ giusto che siano le donne a farlo”.

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