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L’industria del vetro èin affanno

industria del vetro

In questi giorni si sta tenendo alla fiera di Milano la sedicesima edizione di “Vitrium”, forse la pi๠grande esposizione fieristica internazionale dei settori della fabbricazione, della lavorazione e del commercio del vetro.

Raramente, nelle precedenti edizioni, si èrespirata un’atmosfera tanto pesante: il settore, non lo nega nessuno, soffre oggi profonde difficoltà .


La crisi globale ha colpito, in particolare, in due punti specifici: la recessione in settori come l’automobilistico e l’edilizia, che si produce di riflesso anche presso i fabbricanti del vetro, che producono numerosi accessori, dalle finestre agli specchietti; e poi la debolezza cronica del dollaro, che penalizza i commerci internazionali.


E, in effetti, addirittura il 75% della produzione italiana èdestinata ai mercati esteri. L’Italia à¨, insieme alla Germania, il leader mondiale del settore, per merito della grande qualità  riconosciuta alle nostre produzioni (e d’altronde vi èuna tradizione d’eccellenza che risale al Medio Evo), perciಠnon impensierisce pi๠di tanto la concorrenza pur accesa proveniente dall’India e altri Stati emergenti, i cui prodotti sono perಠdi qualità  minore.

Purtuttavia, la debolezza del dollaro, valuta con cui avvengono le transazioni, incide pesantemente sul volume d’affari.
A tutto questo, infine, si aggiungono i fattori di depressione comuni a tutti i settori imprenditoriali, come il precipitare dei consumi e la crisi della liquidità .

Si calcola che nell’ultimo anno il fatturato complessivo sia sceso del 25%, tanto per i prodotti di vetro piatto (come gli specchi) quanto per quelli di vetro cavo (come i bicchieri).

La speranza per il rilancio si chiama green economy: i progetti faraonici di costruzione di immense centrali fotovoltaiche nel Sahara, se davvero troveranno attuazione, consentiranno ai vetrai nostrani di competere per un business di dimensioni colossali.