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Le fiere guardano all’estero

Un’interessante intervista con Massimo Mamberti (direttore dell’ICE – Istituto Nazionale per il Commercio Estero) pubblicata dal “Sole 24 Ore” fa il punto su una prospettiva ancora poco sfruttata dal sistema imprenditoriale italiano e per la quale tuttavia si può prevedere un progressivo interesse.
Si tratta delle scelte di internazionalizzazione cui il nostro sistema fieristico sta guardando con un certo ritardo rispetto ai Paesi a noi più direttamente concorrenti, come la Francia o la Spagna.

In effetti, in questi Stati si tengono pochi eventi fieristici in alcune date fondamentali dell’anno, e per di più concentrate sui settori d’eccellenza delle rispettive produzioni nazionali.
L’Italia, invece, conta su una miriade di eventi di ogni dimensione e in ogni ramo del sistema produttivo, spesso sovrapposti fra loro come date. Questo fa sì che ogni singola fiera italiana sia mediamente molto meno attraente di un’analoga manifestazione francese o spagnola, con conseguente ridotto afflusso di potenziali partner dall’estero.


L’ICE si sta impegnando direttamente in questo problema, da un lato cercando di incentivare una riduzione della frammentazione del nostro sistema fieristico, e dall’altro contattando e invitando in prima persona giornalisti e industriali stranieri perché possano toccare con mano le eccellenze del made in Italy.


Ma c’è l’altro lato dell’internazionalizzazione da curare con grande attenzione: far direttamente partecipare le principali fiere italiane all’interno di manifestazioni estere. I primi esperimenti in questo senso stanno offrendo dei risultati interessanti da coltivare: la rappresentanza del Salone del Mobile di Milano, ad esempio, si appresta su questa falsariga a sbarcare a Mosca e New York nel corso del 2009.