Le Regioni non possono decidere sulla base imponibile IRAP

di Giuseppe Aymerich Commenta

Sebbene la sigla IRAP stia per “Imposta regionale sulle attività produttive”, essa è a tutti gli effetti un tributo di natura statale..

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Sebbene la sigla IRAP stia per “Imposta regionale sulle attività produttive”, essa è a tutti gli effetti un tributo di natura statale, dato che gli elementi essenziali (presupposto, soggetti passivi, regole di formazione della base imponibile, aliquote, contenuto e modalità di presentazione della dichiarazione annuale, sanzioni, forme e tecniche di riscossione ecc.) sono stati fissati dal legislatore centrale con il decreto legislativo 446/1997 e le sue successive, numerose modifiche e integrazioni.


L’imposta è “regionale” semplicemente perché alla fine della fiera il gettito è destinato alle Regioni, le quali possono eventualmente fissare proprie forme di agevolazione od esenzione per particolari categorie di contribuenti.

È previsto che un giorno l’IRAP divenga un tributo regionalizzato a tutti gli effetti, ma la data del passaggio di competenze è stata soggetta negli anni a continui rinvii.


E anche una sentenza della Corte Costituzionale (la numero 216/2009) è intervenuta recentemente in merito. La Consulta ha infatti dichiarato illegittimo l’articolo 2 della legge 12/2008 della Regione Piemonte, il quale stabiliva che nel calcolo della base imponibile dell’IRAP non rientrano alcuni contributi erogati dalla stessa Regione, con l’evidente finalità di agevolarne i beneficiari.

Ma stabilire i componenti positivi e negativi della base imponibile IRAP è competenza esclusiva dello Stato, ha ricordato la Consulta bocciando la leggina piemontese, giacché il D.Lgs. 446/1997 non riconosce alle Regioni alcuna potestà in proposito.

È da notare che le modalità di formazione della base imponibile IRAP sono state completamente ridisegnate con la legge 244/2007 (Finanziaria per il 2008), ma nemmeno nel nuovo testo si è prevista alcuna competenza regionale sull’argomento.

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