ICI, sentenza sull’abitazione principale

di Giuseppe Aymerich 4

La Corte di Cassazione è stata chiamata ad esprimersi e a fornire interessanti chiarimenti a proposito dell’applicazione dell’ICI sull’abitazione principale del contribuente..

La Corte di Cassazione è stata chiamata ad esprimersi e a fornire interessanti chiarimenti a proposito dell’applicazione dell’ICI sull’abitazione principale del contribuente.
Come noto, fino al 2007 si applicava una riduzione pari a € 103,29 dell’imposta dovuta sui fabbricati adibiti a dimora abituale del contribuente; dal 2008, con una modifica legislativa, è stata stabilita l’esenzione totale nella generalità dei casi e il mantenimento della detrazione di € 103,29 se l’immobile è classificato catastalmente come A/1, A/8 o A/9.


La controversia di cui la Cassazione è stata chiamata ad occuparsi vedeva contrapposti un cittadino e il Comune di Castelrotto (BZ).
Il problema nasceva dal fatto che il cittadino aveva dimostrato, carte alla mano, che egli dimorava abitualmente in un certo immobile di sua proprietà, mentre la moglie e i figli dimoravano in un secondo appartamento.
Capita spesso che i contribuenti appartenenti ad una stessa famiglia trasferiscano fittiziamente la propria residenza nelle varie case di proprietà perché su ognuna di esse possa applicarsi la riduzione o esenzione ICI, ma in questo caso era tutto alla luce del sole e il cittadino, in buona fede, riteneva di non dover pagare l’imposta sulla sua residenza abituale.
La Cassazione ha però respinto il suo ricorso, dando ragione al Comune e condannando il contribuente a pagare l’ICI (sentenza n. 14389/2010).


La Suprema Corte, infatti, ha valutato il portato letterale della legge ICI, che attribuiva ieri l’agevolazione e oggi (nella maggior parte dei casi) l’esenzione sull’abitazione principale, intendendo quest’ultima come “quella nella quale il contribuente, che la possiede a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale, e i suoi familiari dimorano abitualmente”.
È quindi insufficiente che il contribuente viva laggiù: la contemporanea dimora abituale dei familiari è elemento ineludibile perché si possa godere dell’occhio di riguardo concesso dal legislatore tributario.

Commenti (4)

  1. L’ intento del legislatore è stato quello di introdurre una norma al fine di favorire tutti i cittadini sollevandoli dal pagamento dell’ ici sulla abitazione principale.
    Esistono, purtroppo, dei casi limiti che, in certe condizioni, perdono tali diritti. Due o più persone comproprietari di due o più unità immobiliari nello stesso immobile, in base ad interpretazione diffusa, pur avendo destinato ad abitazione principale le unità suddette, possono essere esentati dell’ ici per una ed una sola porzione dell’ immobile abitato e che rappresenta la quota di possesso per ciascuno delle unità immobiliari in comproprietà. L’ assurdo nasce dal fatto che ognuno dei coministi vanta diritti reali sugli immobili in modo vicendevole. Tutti i CAF da me contattati non praticano ai loro assistiti l’ esenzione dall’ ici se non per la porzione di possesso. Al danno anche la beffa: sulle quote di posseso delle unità immobiliari in comproprietà i8l soggetto passivo dovrà aumentare di un terzo l’ imponibile ai fini ici poichè rappresenta 2° casa.

  2. invece a me mi è pervenuta avviso di accertamento per variazione della rendita catastale relativo al 2006 con avviso di ricevimento del 30-12-2011 ritiro del plico il 4 gennaio 2012- ma il tributo non doveva essere notificato entro il 31-12-del terzo anno sucessivo ,,,,inoltre l’ente non è decaduto essendo l’atto notificato dopo il quinquennio- inoltre la variazione della rendita catastale non mi è mai stata notificata . mentre per il 2004 e 2005 gli avvisi mi sono stati annullati. mentre per il 2006 l’ente sostiene che l’annullo è stato un loro errore. cosa non condivisile-tanto che ho intenzione di proporre ricorso – cosa ne pensate

  3. io ho una casa sola con un numero civico solo con un racc.idrico solo con un racc.metano solo con un racc. elettrico solo e pago l,ici per la seconda casa unicamente perche mi dicono in comune, perche e disposta su due piani di 40m2. ciascuno dove il piano terra vivevano i genitori adesso cue i genitori sono deceduti dispongo di tutta la casa, faccio presente che la disposizione della casa non e homologata per due appatamenti tutte le agibilita sono in comune isolazione fonica impossibile viverci io ero sempre a l,estero e i miei genitori gestivano loro queste cose ora sono rientrato definitivamente in italia e mi rendo conto di queste anomalie come potrei risolvere questo caso?

  4. I miei suoceri hanno ceduto la nuda proprietà alla figlia di un alloggio che occupa abitualmente come prima casa (non avendone un’altra), riservandosi entrambi l’usufrutto.
    Il Comune, privo di regolamento ICI, invia accertamento ai suoceri per il pagamento dell’ICI in quanto non considerano l’alloggio ceduto alla figlia assimilabile ad abitazione principale della stessa. Accertamento considerato come seconda casa dei genitori.
    Chiedo se sono state emesse eventuali sentenze o chiarimenti in merito al caso indicato.
    Grazie

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