Regole servizi pubblici locali – seconda parte

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il decreto-legge che riforma il sistema degli affidamenti dei servizi pubblici locali stabilisce un’ampia casistica di ipotesi in cui..

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Il decreto-legge che riforma il sistema degli affidamenti dei servizi pubblici locali stabilisce un’ampia casistica di ipotesi in cui i contratti oggi in essere e non coerenti con le nuove norme devono cessare anzitempo.

Abbiamo descritto l’ipotesi in cui le società quotate affidatarie possono mantenere il contratto in essere fino alla naturale scadenza: la condizione richiesta è che la quota pubblica della partecipazione scenda sotto il 30% entro il 31 dicembre 2012. Perciò, laddove questa condizione non fosse rispettata, il contratto chiuderebbe automaticamente i battenti proprio in quella data.


L’affidamento è destinato invece a cessare un anno prima (31 dicembre 2011) in tutte le ipotesi di affidamento in house oggi in corso, nonché nelle situazioni in cui l’affidatario è una società mista in cui il socio privato non assuma un ruolo operativo.

In tutte le restanti ipotesi, infine, i contratti in essere cesseranno la loro efficacia il 31 dicembre 2010.


Va detto che, ovviamente, laddove la naturale scadenza del contratto fosse antecedente alla data di cessazione “legale” corrispondente prevista dal decreto-legge, l’affidamento terminerà nella data prevista e si procederà immediatamente alla nuova gara applicando le regole comunitarie.

Sbirciando nel contenuto del decreto-legge, inoltre, troviamo una revisione delle norme relative all’intervento dell’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato.

L’aspetto più interessante riguarda le situazioni in cui l’ente amministrativo decide di affidare il servizio ad una società in house; come si è accennato, questa strada è percorribile solo come extrema ratio, nell’impossibilità di seguire le vie ordinarie.

La legge stabilisce che deve essere offerta adeguata pubblicità dell’affidamento, e il Garante deve essere affidato preventivamente dei motivi di tale scelta. Se entro sessanta giorni l’Authority non muove alcuna obiezione, vale il principio del silenzio-assenso e l’affidamento in house può essere avviato senza problemi.

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