Offerta al pubblico

di Giuseppe Commenta

Nella maggior parte dei casi, anzi, già la semplice accettazione della proposta rende definitivo il contratto..

stretta-di-manoSecondo le regole generali del Codice Civile, quando una persona effettua nei confronti di un’altra una proposta contrattuale, ha sempre la possibilità di ritirarla prima che la controparte accetti. Una volta invece che si è avuta l’accettazione del destinatario, la proposta non può più essere ritirata.

Nella maggior parte dei casi, anzi, già la semplice accettazione della proposta rende definitivo il contratto: si parla in tal senso di “contratti consensuali”, quando cioè è sufficiente l’incontro della volontà delle parti perché sorga il contratto, e tutto ciò che viene dopo (come il pagamento) è solo una conseguenza.


Il discorso diviene però più complesso nel momento in cui una persona esegue una proposta rivolta non ad un preciso destinatario bensì verso la generalità dei terzi: si parla in tal senso di offerta al pubblico, o offerta “ad incertam personam” secondo l’antica dizione latina.

Ed è un caso frequentissimo. Per esempio, nel momento in cui un negoziante espone in vetrina un dato oggetto con tanto di cartellino del prezzo, a tutti gli effetti ha fatto alla generalità delle persone la proposta di stipulare un contratto di compravendita, specificando senza possibilità di errore sia il bene oggetto del potenziale scambio che il relativo corrispettivo.


Questo significa che nel momento in cui un qualunque cliente entrasse nel negozio e volesse acquistare quel bene a quel dato prezzo, il negoziante non potrà più tornare indietro: non potrà né ritirare la merce né tantomeno tirare sul prezzo, perché ormai l’incontro fra proposta e accettazione è già avvenuto e il contratto è già perfezionato e definitivo.

Questo significa che se il negoziante volesse aumentare il prezzo di vendita di un bene o addirittura ritirarlo dalla vetrina, dovrà farlo inderogabilmente prima che qualcuno si sia offerto di comprarlo.

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