Indagini complesse per stanare gli evasori (II)

di Giuseppe Aymerich Commenta

Un’indagine ancora più proficua per il Fisco è stata quella condotta con il “Progetto Ermes”, diretto a chiarire la situazione tributaria..

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Un’indagine ancora più proficua per il Fisco è stata quella condotta con il “Progetto Ermes”, diretto a chiarire la situazione tributaria del fittissimo sottobosco degli agenti e rappresentanti di commercio.

In questo caso, si sono confrontati i dati provenienti dall’Anagrafe Tributaria con quelli specificamente richiesti all’ente previdenziale di categoria, l’Enasarco, che ha collaborato inviando le informazioni in suo possesso su redditi e contribuzioni degli iscritti.


Sono state circa millecinquecento le posizioni su cui emergevano delle anomalie, e verificando una per una le situazioni sono stati scovati addirittura 1.400 evasori totali; ciò ha fatto emergere un maggiore imponibile IRPEF e IRAP di 550 milioni di euro, più altri 115 milioni di IVA non versata. Nei casi più gravi, circa duecento, si sono anche riscontrati dei veri e propri reati fiscali, e la vicenda si trasferirà nelle aule del tribunale.


Non meno imponente è infine il “Progetto Phone Tree”, dove l’attenzione è stata puntata sui numeri telefonici a tariffazione speciale (quelli con prefisso 144, 166, 892 e 899) e legati al mondo dei maghi, delle hotline e degli imbonitori vari che compaiono nelle reti televisive minori.

Partendo dai dati a disposizione del Ministero delle Comunicazioni, la Guardia di Finanza ha scoperto l’esistenza di quarantaquattro gestori nazionali a cui, con una complessa struttura ad albero fatta di intermediari e sub-intermediari, corrispondono oltre duemila utilizzatori a vario titolo.

L’indagine è tuttora in corso e sono già emerse grosse irregolarità. Sono centosei gli evasori totali finora stanati, cui corrispondono almeno nove milioni di IVA e trentasei milioni di reddito imponibile da recuperare a tassazione al più presto.

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