Fondi ANAS al limite

di Giuseppe Aymerich Commenta

La crisi del settore edile, descritta nell’articolo precedente, fa registrare opinioni sempre più negative da parte degli esperti..

La crisi del settore edile, descritta nell’articolo precedente, fa registrare opinioni sempre più negative da parte degli esperti.

Di questo passo, sostengono infatti gli addetti ai lavori, il 15% delle PMI edili chiuderà i battenti entro la fine del 2011, con un taglio di almeno centoventimila posti di lavoro, che vanno ad aggiungersi agli altri centocinquantamila persi negli ultimi diciotto mesi.


E anche le misure governative di sostegno al settore segnano il passo: il “piano casa” non decolla, a causa delle perplessità (se non dichiarata ostilità) di molte Regioni.
Il vero punto dolente, tuttavia, è l’ANAS, cui da sempre guardano con speranza migliaia di aziende. La crisi imperante ha portato negli anni ad una progressiva riduzione dei fondi stanziati per le opere di manutenzione delle strade statali e delle autostrade.

Ma l’ultimo taglio è stato il più radicale: la Finanziaria per il 2010 ha azzerato ogni stanziamento (nel 2009 erano 1.260 milioni di euro). È stata, in verità, ideata una soluzione alternativa per finanziare ugualmente le gare d’appalto per le manutenzioni: far partire immediatamente le gare per il rinnovo delle concessioni gravanti su tre autostrade (A3, A21 e A22) la cui scadenza naturale sarà nel 2014. Per motivi tecnici, però, tale iter appare inattuabile: mancano importanti informazioni per stabilire le basi d’asta, cosicché ad oggi i bandi non sono emanabili.


Il presidente dell’ANAS, Pietro Ciucci, ha dichiarato al “Sole 24 Ore” che per le opere preventivate per il 2010 (fra cui la messa in sicurezza di molti tratti interessati da frane e smottamenti nei mesi scorsi) occorrerebbe un miliardo di euro, ad oggi inesistente: drammaticamente probabile, dunque, che per almeno un anno non ci saranno nuove gare d’appalto per la manutenzione.

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