L’accelerazione dei processi di globalizzazione e innovazione tecnologica hanno avuto un effetto positivo per quei paesi che sono riusciti a sfruttare le opportunità di investimento e progresso che si sono presentate loro, ma hanno messo in difficoltà gli Stati che, come l’Italia, non avevano un sistema interno in grado di captare e trattenere le novità.
Oggi il governo ha convogliato le forze dei Ministeri dello Sviluppo Economico, dell’Università e della Ricerca e quello dell’Innovazione nella Pubblica Amministrazione nel progetto “industria 2015” per risolvere l’attuale situazione che non ci vede in pole position tra i poteri forti dell’Europa e di tutti e cinque i continenti.
L’Italia può contare su una tradizione forte nel campo delle manifatture, quindi l’obiettivo è quello di fare in modo che le piccole, medie e grandi imprese si ricollochino in posizioni strategiche nel panorama internazionale, dove il Made in Italy riscuote un grande successo.
Il passo successivo è quello di fornire alle aziende i mezzi per mantenersi aggiornate circa le novità dei settori dell’alta tecnologia.
Concretamente parlando i fondi istituiti sono tre: quello per la Competitività, quello per la Finanza d’impresa e quello dei Progetti di innovazione industriale.
Oltre alla questione strettamente finanziario il governo ha anche in previsione di fare in modo che le piccole e medie aziende, per non essere inglobate da società sempre più grandi e potenti, possano unirsi in vere e proprie reti d’impresa che avranno il peso di un’unica e grande società, all’interno della quale l’indipendenza e l’autonomia di ogni singola impresa è un punto di forza per incrementare la produzione.
Industria 2015: un futuro competitivo e forte per la tradizione manifatturiera italiana sta per essere costruito .





