Imposte acquisto immobile

di Giuseppe Aymerich Commenta

Quando si acquista un immobile, occorre conoscere l’ammontare dei tributi da versare allo Stato..

Quando si acquista un immobile, occorre conoscere l’ammontare dei tributi da versare allo Stato: il loro peso, infatti, può essere tale da influenzare la scelta dell’immobile in forma decisiva.

I tributi che entrano in gioco si dividono in due gruppi: l’IVA da un lato e le imposte di registro, ipotecaria e catastale dall’altro. Il loro ammontare, comunque, varia nettamente se è possibile godere delle agevolazioni sulla prima casa oppure no.


La cessione di un immobile non è soggetta ad IVA se il cedente è un privato. In tal caso, l’imposta di registro è pari al 7% del corrispettivo dichiarato (3% se prima casa), mentre le ipotecarie e catastali sono rispettivamente al 2% e all’1% (168 euro per entrambe se prima casa).

Le medesime aliquote e agevolazioni si applicano se il cedente è un soggetto IVA ma la cessione è esente da tale imposta: questo capita in ogni ipotesi in cui l’operazione, pur compiuta da soggetto IVA, non è imponibile secondo le regole che ci apprestiamo a descrivere.

La cessione è imponibile ai fini IVA quando il cedente è l’impresa costruttrice e la casa è stata ultimata dalla stessa (o ristrutturata) nei precedenti quattro anni, o se l’abitazione è stata locata per almeno quattro anni in un programma di edilizia convenzionata. L’aliquota IVA applicata è pari al 10% o al 20% secondo tutta una serie articolata di ipotesi che qui non è possibile approfondire.


Se però è possibile applicare le agevolazioni previste per la “prima casa”, l’aliquota adottata è pari al 4%.
Qualunque sia l’aliquota applicata, infine, se l’operazione di cessione è imponibile ai fini IVA, le altre imposte (di registro, ipotecaria e catastale) si applicano sempre in misura fissa, pari a 168 euro cadauna.

Fonte: nostra elaborazione

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