Dazi sulle materie prime

di Giuseppe Aymerich Commenta

Da oltre quarant’anni l’Italia è entrata a far parte del sistema doganale comunitario..

Da oltre quarant’anni l’Italia è entrata a far parte del sistema doganale comunitario: il che significa che, abolite le frontiere protezionistiche interne, i Paesi comunitari utilizzano un’unica tariffa integrata per stabilire le misure nei confronti dell’import-export da e verso i Paesi terzi, a partire dai dazi da imporre sulle importazioni.


I dazi hanno una duplice finalità: garantire un’entrata tributaria allo Stato (da non sottovalutare) e favorire le imprese interne, i cui prodotti, non gravati da dazi, partono nel mercato europeo in condizioni più favorevoli rispetto ai competitori extracomunitari.

Naturalmente, elevare i dazi comporta come immediato contraccolpo un’analoga misura da parte dei nostri concorrenti. È di lunghissima durata il braccio di ferro sulle misure protezionistiche sui prodotti agroalimentari fra l’Europa e gli Stati Uniti, mentre più recente è l’imposizione di forti dazi su capi d’abbigliamento e calzature provenienti dall’Estremo Oriente.

L’Europa vorrebbe prorogare tali misure, provocando lo scontento della Cina in seno all’Organizzazione Mondiale del Commercio e analoghe contromisure verso i prodotti europei in terra d’Oriente, nei cui confronti gli imprenditori italiani vorrebbero al contrario riuscire a penetrare massicciamente.
Il nostro Governo, per bocca del sottosegretario allo Sviluppo Economico Adolfo Urso, è impegnato in seno all’Europa per ridurre le misure contro i prodotti cinesi per poter beneficiare, come contraccolpo, di maggiore benevolenza di Pechino verso le nostre aziende.


Ma in queste settimane Urso si sta battendo soprattutto sul tema delle materie prime, di cui l’Italia è sprovvista e deve richiederne enormi quantità dall’estero. Gli elevati dazi oggi vigenti danneggiano soprattutto i consumatori finali, poiché fatalmente i maggiori costi sostenuti dai nostri importatori vanno ad incrementare il prezzo delle produzioni. La richiesta è dunque quella di un forte ribassamento di tali misure protezionistiche come misura di rilancio dell’economia italiana ed europea.

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