Prodotti agricoli sempre più costosi

di Giuseppe Aymerich Commenta

Dal 2005 fino a pochi mesi fa si è assistito ad una crescita inarrestabile di tutte le principali materie prime agricole..

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Dal 2005 fino a pochi mesi fa si è assistito ad una crescita inarrestabile di tutte le principali materie prime agricole: cacao, zucchero, frumento e così via, hanno subito una crescita imponente dei prezzi al produttore, propagatasi conseguentemente all’intera filiera agroalimentare.

Gli incrementi più significativi si sono registrati nel settore del mais, prima coltura degli Stati Uniti (in assoluto il primo produttore agricolo del mondo): nello scorso quadriennio si è infatti rilevato un aumento dei prezzi pari al 229%.


Nel 2009 si è avuto però una generale frenata nei prezzi, in alcuni casi diminuiti, sia pure di poco. Le previsioni per il prossimo futuro sono incerte: alcuni analisti prevedono una generale stagnazione dei prezzi, altri immaginano invece che la crescita riprenda presto, anche se presumibilmente a ritmi meno impetuosi rispetto al recente passato.


Le cause dell’aumento tendenziale dei prezzi vanno ricercate in diversi fattori. Il primo fra tutti è certo la crescita inarrestabile della domanda proveniente da Cina, India e altri Paesi asiatici, accompagnata da un contemporaneo incremento del potere d’acquisto dei suoi abitanti: fenomeno, peraltro, che interesserà certo l’economia mondiale anche per i prossimi decenni.

Non vanno però tralasciati anche gli effetti dei cambiamenti climatici, dell’utilizzo di molte colture nello sviluppo dei biocarburanti e di alcune bolle speculative destinate forse a sgonfiarsi rapidamente.

In Italia, l’agricoltura ha assunto da tempo un peso ridotto nel prodotto interno lordo (ne rappresenta circa il 2%). I prezzi delle nostre produzioni, dal riso al frumento, dai pomodori alla frutta seguono sostanzialmente le stesse dinamiche descritte.
In controtendenza, però, i prezzi dei prodotti di origine animale (-7,1% per la carne suina).

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