Sicurezza sul lavoro: quali fattori incidono sulla percezione del pericolo?

di Daniele Pace Commenta

Cerchiamo di individuare gli aspetti che possono fare la differenza sotto questo punto di vista

Tra le tante aziende che si occupano di sicurezza del lavoro nel nostro Paese, Sicurya è una delle realtà professionali più all’avanguardia. Questa società mette a disposizione attività di consulenza garantite da un team di professionisti qualificati che vanno incontro alle necessità delle aziende dal punto di vista della formazione, della tutela ambientale e, appunto, della sicurezza sul posto di lavoro. Sicurya può vantare riconoscimenti e certificazioni che attestano la qualità del lavoro svolto giorno dopo giorno.

Sicurezza sul lavoro
Sicurezza sul lavoro

La percezione del pericolo

La percezione del pericolo è un aspetto di fondamentale importanza quando si parla di sicurezza sul lavoro. La prevenzione comportamentale e attiva, infatti, non può prescindere dalla comprensione e dalla valutazione delle spinte emotive e psicologiche che portano ad adottare atteggiamenti che sono considerati sicuri. Ciascun individuo ha una specifica capacità di percepire i fattori di rischio e, di conseguenza, di individuarli: si tratta di fattori decisivi per la prevenzione degli infortuni nei posti di lavoro, tali da favorire un cambiamento dei comportamenti.

Che cos’è la percezione del pericolo

La percezione del pericolo può essere considerata come un processo cognitivo che è in grado di influenzare gli atteggiamenti e le attività delle persone. La vita di tutti i giorni, infatti, viene condizionata in tanti suoi aspetti dai comportamenti sicuri che si mettono in atto quando si lavora. Questa è la ragione per la quale è necessario conoscere i rischi, in modo che essi possano essere identificati e studiati con attenzione. Solo stimando i rischi si ha l’opportunità di gestirli, il che vuol dire tenerli sotto controllo: nei processi lavorativi, infatti, non sempre si riesce a eliminarli del tutto. In sostanza, lo scopo da raggiungere è quello di ridurre i rischi al punto che possano essere considerati accettabili.

Come nasce la percezione del rischio

La percezione del pericolo è, ovviamente, soggettiva: in quanto tale dipende da numerosi fattori individuali, come per esempio il Paese di provenienza e la cultura di riferimento. Anche le esperienze pregresse influenzano tale percezione: per esempio, i lavoratori hanno la tendenza a sottovalutare i pericoli poco probabili (come per esempio la possibilità di una caduta da un ponteggio), i pericoli con cui hanno a che fare tutti i giorni e i pericoli che sono correlati alle abitudini (si pensi alla mancata adozione dei dispositivi di protezione individuali).

La percezione non è uguale per tutti

Come si sarà intuito, la percezione del pericolo è variabile, con differenze significative a seconda dell’età e del sesso, ma anche in base al contratto di lavoro, alle precedenti esperienze, alle competenze di cui si è in possesso e alla tipologia di lavoro. L’opinione pubblica è un altro dei fattori che esercitano una diretta influenza, ed essa a sua volta è condizionata dai mass media e dal modo in cui questi raccontano gli eventi. Così, succede che il livello di rischio di un’attività sia spesso considerato in funzione di elementi emozionali.

Le azioni di prevenzione

Per conoscere i rischi lavorativi (un’attività da cui non si può prescindere se si ha la necessità di programmare le azioni di prevenzione) è necessario tenere conto di molteplici aspetti: per esempio l’esposizione a un certo pericolo, che può essere saltuaria o continuativa; oppure la consapevolezza di situazioni che si sono già verificate in passato; o, ancora, la conoscenza personale dei rischi che porta ad avere più confidenza e, in un certo senso, a sentirsi immuni. Inoltre, troppo spesso si compie una valutazione errata dei vantaggi che si possono ricavare con un comportamento invece che un altro: il caso tipico è quello di chi non usa un dispositivo di sicurezza per svolgere un lavoro in maniera più semplice e veloce.

Sentirsi sicuri è un pericolo

Anche se può sembrare un paradosso, sentirsi sicuri è un rischio. In particolare la percezione del pericolo può aumentare nel caso in cui il soggetto ritenga di poter tenere sotto controllo gli eventi. È ciò che avviene quando una persona, forte delle proprie competenze e delle proprie abilità nello svolgimento del lavoro in cui è impegnato, ritiene di essere in grado di controllare un eventuale avvenimento pericoloso. Al tempo stesso, la percezione del pericolo si riduce nel momento in cui si reputa che gli eventuali eventi dannosi non possano essere controllati, magari perché dipendono da terzi.

Le competenze trasversali

Il conseguimento degli obiettivi di sicurezza non può dipendere unicamente dal possesso di competenze tecniche e normative che hanno a che fare con la gestione del ruolo, in quanto c’è bisogno anche di quelle che vengono definite competenze trasversali, per mezzo delle quali il sistema può essere visto e gestito. Ciascun intervento deve essere finalizzato a fare in modo che il pericolo percepito corrisponda a quello reale. Maggiore è il rischio, più c’è bisogno di comunicare in modo appropriato per tenere alta l’attenzione.

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